La mossa di Sacconi: un tavolo sugli ammortizzatori

19/03/2010

ROMA— Dopo le elezioni regionali, il ministro del Lavoro convocherà le parti sociali per discutere del riassetto degli ammortizzatori sociali. Lo ha annunciato ieri lo stesso Maurizio Sacconi durante un convegno al Senato di commemorazione di Marco Biagi, il giuslavorista ucciso 8 anni fa dalle Brigate Rosse. Ma non si tratterà di una riforma per cambiare tutto, ha anticipato il ministro, perché il sistema attuale, basato sulla cassa integrazione, sta funzionando. E su questo hanno convenuto anche i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e sindacali intervenuti: Alberto Bombassei per la Confindustria, Raffaele Bonanni per la Cisl, Guglielmo Loy per la Uil e Giorgio Guerrini per la Confartigianato. Non c’era invece la Cgil, ma non è mancata la polemica a distanza tra lo stesso Sacconi e il segretario del sindacato rosso, Guglielmo Epifani. Oggetto: le recenti norme sull’arbitrato che prevedono la possibilità di devolvere le controversie di lavoro all’arbitro, precludendo il ricorso al giudice. Norme incostituzionali, secondo la Cgil e che invece il ministro ha strenuamente difeso. «Succederà — ha detto Sacconi — come con la legge Biagi, con la scala mobile e con lo stesso Statuto dei lavoratori (sul quale il Pci si astenne in Parlamento, ndr). Verrà accettato da tutti, anche se oggi si sente dire che si tratta di un colpo alla nuca dei lavoratori. Purtroppo però — e mi tocca fare sempre questa battuta — nel frattempo conteremo i morti e i feriti». Il ministro ha quindi concluso invitando la Cgil ad analizzare «l’esito disastroso» dello sciopero generale di venerdì scorso. «Sacconi si informi meglio— ha replicato Epifani — lo sciopero è andato oltre le aspettative». Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ha ricordato Biagi e chiesto una riforma universalistica degli ammortizzatori per tutelare anche i lavoratori più deboli.