La mossa del Cavaliere: far dimenticare le gaffe e scegliersi l’avversario

11/07/2002


11 luglio 2002



IL RETROSCENA / Il presidente del Ccd Follini conferma: «Il sindacalista può essere l’antagonista più conveniente»

La mossa del Cavaliere: far dimenticare le gaffe e scegliersi l’avversario


D’Alema: così l’esecutivo sembra riformista e noi massimalisti

      ROMA - E dire che dopo le dimissioni di Scajola li aveva avvisati, «avevo espressamente chiesto di misurare le parole, di stare attenti con le dichiarazioni pubbliche», ed è ovvio che ancora ieri il premier fosse furibondo per le sortite di alcuni suoi ministri, che rischiavano di mettere a repentaglio il «Patto per l’Italia». Da Maroni a Marzano, è stato come se qualcuno si fosse messo a saltellare su una fragile passerella posta a strapiombo su un dirupo, mentre l’esecutivo la stava attraversando. Lo stupore aveva riempito anche le riflessioni dei dirigenti dell’Ulivo, «non si capisce – diceva Enrico Letta – se siamo in presenza di una banda di incompetenti o di una raffinatissima strategia che punta a schiacciare l’intera opposizione su Cofferati, indicandolo come il vero competitor di Berlusconi». La mossa a sorpresa del Cavaliere, l’invito al capo della Cgil di incontrarsi a colazione, è un modo per coprire le gaffe della sua squadra, ma cela anche il tentativo di scegliersi l’avversario. Nel centrodestra nessuno intende negarlo, Follini addirittura lo conferma, «perché siccome Cofferati è una realtà politica del Paese, è ovvio che per noi possa essere l’avversario più conveniente». D’altronde, se è vero che Berlusconi punta a scegliere il leader sindacale come suo antagonista, è anche vero che finora l’Ulivo non è riuscito a impedirglielo, «e non solo perché non riesce a uscire dalle sue contraddizioni – aggiunge il presidente del Ccd – ma anche perché la sinistra rimane alle prese con un infinito pendolarismo tra Cofferati e D’Alema».
      Se solo potesse, l’ex premier diessino converrebbe pubblicamente con l’analisi di Follini, in fondo somiglia molto alla sua, tanto che ieri – prima del vertice alla Cgil – nei suoi colloqui privati il presidente della Quercia ha continuato ad attaccare la linea di Cofferati, «e se Sergio pensa di andare avanti così, facendo passare questo governo di incapaci per un governo di riformisti, e noi per una coalizione di massimalisti, vorrà dire che rimarremo all’opposizione per i prossimi decenni». Mentre invece D’Alema ritiene che bisognerebbe accelerare il processo di ricostruzione del centrosinistra perché a suo modo di vedere l’attuale maggioranza ha il fiato corto, e «potrebbe non reggere fino alla fine della legislatura. Guardate il disastro sui conti pubblici che hanno combinato».
      E’ molto difficile prefigurare un simile scenario, è certo però che nella Casa delle libertà si avvertono le preoccupazioni di quanti – come Fini – confidano di conoscere al più presto le risorse a disposizione del governo per tradurre operativamente i contenuti fissati dal «Patto per l’Italia», appena firmato con le parti sociali. E’ però vero che sulla linea di politica economica esistono da molto tempo profonde divergenze tra i rappresentanti del governo, tanto che il titolare delle Attività produttive ha definito senza mezzi termini fallimentare la legge per la riemersione del lavoro sommerso. Raccontava ieri un autorevole esponente di Forza Italia che «se Tremonti incontra Marzano lo strozza».
      Berlusconi si è scelto Cofferati come competitor, e certo non sarà facile al capo della Cgil dribblare l’offensiva mediatica del Cavaliere, dovrà trovare il modo per dire di «no» senza passare per il solito «signor no». Ma il clima che aleggia durante le riunioni del Consiglio dei ministri non coincide con i toni rassicuranti usati ieri dal premier, al punto che già nei mesi scorsi un rappresentante dell’esecutivo parlava di una scommessa intavolata con alcuni colleghi a Palazzo Chigi: «Siccome Tremonti e Marzano sono seduti l’uno accanto all’altro, e siccome non c’è riunione in cui non litighino, prevediamo che prima o poi tra i due si scatenerà un incontro di boxe. Ecco, la scommessa è: quando accadrà?».
Francesco Verderami