«La montagna ha partorito un topolino»

14/03/2005
    domenica 13 marzo 2005

    FASSINO BOCCIA IL PIANO
    «La montagna
    ha partorito
    un topolino»

    Maurizio Tropeano

      TORINO
      «Il decreto sulla competitività approvato dal governo contiene pochi provvedimenti, per altro modesti. Non lo diciamo solo noi. Lo stesso vicepresidente della Confindustria, Andrea Pininfarina, ha sottolineato che si tratta di misure congiunturali e che mancano quelle strutturali. Ancora una volta la montagna ha partorito il topolino». Piero Fassino, segretario nazionale dei Ds, boccia con queste parole le misure economiche decise dal governo Berlusconi. Spiega: «Siamo ben lontani da quello che ci vorrebbe. Manca una strategia di politica economica e industriale. Il governo ha deciso di introdurre di corsa dei palliativi che rischiano di avere un’efficacia modesta. Serve molto di più».

        Le riflessioni del segretario della Quercia arrivano al termine di una visita dei nuovi reparti del San Giovanni Bosco, uno degli ospedali più grandi di Torino, inaugurati poche settimane fa dopo «che sono passati troppi anni dalla decisione dell’investimento». Accanto a lui la candidata alla presidenza del Piemonte, Mercedes Bresso, spiega: «L’investimento fu deciso nel 1988, sbloccato dal governo nazionale del centrosinistra nel 1996. La nuova ala sarà completamente operativa a giugno». Commenta Fassino: «E’ evidente la necessità di semplificare le procedure. Questo è uno dei nostri obiettivi. Non siamo abituati a fare promesse».

          Il leader parte da queste parole per riprendere il discorso della competitività. Spiega: «Si tratta di misure di modesta entità finanziaria e di ridotta incidenza». Non basta. Fassino sottolinea anche che per finanziare il provvedimento «è stato introdotto qualche ulteriore prelievo fiscale». Aggiunge: «Nel momento in cui la Banca Centrale Europea fornisce dati che testimoniano di come il nostro sistema economico sia preoccupante, un sistema a bassa crescita e a crescente indebitamento, serve una politica economica più efficace e capace di sostenere e sollecitare la politica degli investimenti». Da questo punto di vista il decreto è «troppo timido» e la sua efficacia è limitata» anche perché «gran parte delle misure previste dal provvedimento sono state rimandate ad un disegno di legge e quindi a tempi lunghi ed incerti».

            E’ evidente il riferimento a quel «daremo battaglia in Parlamento», annunciato dal ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni. Fassino attacca: «La battaglia che la Lega Nord sta facendo sui dazi è del tutto elettorale e propagandistica. In nessun Paese europeo c’è un dibattito sui dazi e l’idea che tutta l’Europa stia aspettando Calderoli che gli dica quale sia la ricetta contro il dumping mi pare ridicolo». Aggiunge: «Se ci fosse un po’ di buon senso si riconoscerebbe che Bossi per raggranellare qualche voto sta evocando una cosa che tutti sanno che non si può fare tanto è vero che il governo non l’ha fatta».