La moda va al supermercato

05/03/2003




Mercoledí 05 Marzo 2003
La moda va al supermercato

Tessile-abbigliamento – Le vendite 2002 nella grande distribuzione sono aumentate del 9,5%

VINCENZO CHIERCHIA


MILANO – La grande distribuzione continua a macinare performance positive sul fronte dei prodotti di abbigliamento, puntando su prodotti di prezzo molto accessibile. I dati Sita-Nielsen, relativi all’universo dei punti vendita, indicano che il 2002 dovrebbe accusare una flessione complessiva dei consumi interni di prodotti di abbigliamento intorno allo 0,2% (in volume), mentre la spesa complessiva dovrebbe salire del 2% (si veda «Il Sole-24 Ore» del 26 febbraio). Le rilevazioni effettuate in questi giorni da Iri-Infoscan hanno messo in rilievo il fatto che il totale delle vendite di capi di abbigliamento nella grande distribuzione (supermercati e ipermercati) ha toccato nel corso del 2002 quota 1.538 milioni di euro con un incremento del 4,6% rispetto ai livelli del 2001 (1.471 milioni). I canali. Il grosso delle vendite è stato rilevato negli ipermercati, che sul totale hanno oggi una quota del 66 per cento. L’incremento più elevato delle vendite di capi di abbigliamento è stato però registrato nel comparto dei supermercati: le media strutture commerciali stanno rivoluzionando gli assortimenti e introducendo un numero sempre maggiore di prodotti non alimentari. L’aumento delle vendite di capi di abbigliamento nel 2002 è stato del 9,5% nei supermarket. Sensibile anche l’aumento di vendite (+7,1%) rilevato nei piccoli supermarket di quartiere (denominati superette) anche se però va sottolineato che la quota sul totale è limitata (1,7% appena). I settori. A trainare la marcia delle vendite di capi di abbigliamento nella grande distribuzione – secondo Iri-Infoscan – sono stati i prodotti destinati all’infanzia. Il fatturato globale dell’area neonato/bambino nella grande distribuzione organizzata risulta pari a 126 milioni di euro e l’incremento di fatturato alle casse rispetto al 2001 è risultato del 20,5 per cento. Buona la performance anche dell’abbigliamento per la donna. Il giro d’affari si è attestato a quota 133 milioni con un incremento del 9,3% rispetto al 2001. Risultati negativi invece per l’abbigliamento uomo che, rappresenta il comparto con il maggior volume di fatturato. Nel 2002 le vendite sono risultate pari a 342 milioni di euro, con una caduta però dell’8,1% rispetto al 2001. Il comparto della biancheria per la persona ha poi fatto registrare un incremento delle vendite dell’11,2% a quota 249 milioni di euro. Anche in questo caso il settore donna ha messo a segno una performance rilevante: +21,4% le vendite a quota 133 milioni. In difficoltà invece il comparto uomo, che ha accusato un calo di fatturato dello 0,8% (89 milioni). Bene invece l’area bambino con una crescita delle vendite del 10,2% (27 milioni). L’analisi di Iri-Infoscan si è occupata anche degli accessori e del tessile casa. Le vendite di calzature nella grande distribuzione hanno raggiunto quota 165 milioni di euro nel 2002, con una crescita però limitata allo 0,4% rispetto al 2001. Buoni risultati invece per calze e collant, che hanno sviluppato un giro d’affari di di 155 milioni di euro (+9,3%). In difficoltà gli accessori moda, con una flessione del fatturato (59 milioni) del 5,5% lo scorso anno. Migliori i risultati della merceria (+10,6% le vendite a quota 20 milioni di euro). Infine le vendite di biancheria per la casa, pari a 200 milioni di euro, hanno messo a segno un progresso delle vendite pari al 13,7 per cento.