La mobilità non è un tabù

01/06/2001

Il Sole 24 ORE.com


    L’anno scorso oltre 70mila lavoratori si sono trasferiti dal Sud al Nord per trovare un posto

    La mobilità non è un tabù
    Si tratta soprattutto di persone con titolo di studio disposte ad accettare anche contratti a tempo
    Lina Palmerini
    ROMA – Li avevano chiamati i nuovi emigranti, ma ormai sono passati tre anni. Continuano a partire dal Sud e soprattutto dalla Campania, Calabria e Sicilia e approdare soprattutto in Lombardia, in Veneto e in Emilia-Romagna. Sono questi i primissimi dati a cui sta lavorando la Svimez per mettere a punto, nel prossimo rapporto di luglio, un capitolo interamente dedicato alla mobilità Sud-Nord. Si tratta di prime analisi da cui comunque si conferma il flusso migratorio in termini di quantità e anche di "mete" preferite con una novità dell’ultimo anno: la forte attrazione che anche il Centro, in particolare Toscana e Umbria, esercita sul Mezzogiorno. La ripresa di un’emigrazione viene confermata anche dai numeri: 221mila trasferiti dal Sud alle aree del Centro-Nord (72mila nel solo 2000), un calo netto della popolazione meridionale di circa 95mila unità contro un incremento di 370mila abitanti nelle regioni settentrionali. Si tratterebbe soprattutto di giovani con titolo di studio che decidono di spostarsi anche per svolgere lavori temporanei accettando impieghi con contratto a tempo determinato o ad interim. Ma c’è un forte spostamento dovuto anche a ragioni di studio ma poi consolidate in una scelta di "non ritorno". Una mobilità, nata per ragioni naturali, di mercato, su cui s’innestano però anche primi interventi governativi. Lunedì prossimo il ministero del Lavoro renderà ufficiale un bando di gara per l’istituzione di un Osservatorio della mobilità. Potranno partecipare società private che avranno il compito di monitorare il territorio e fornire un supporto tecnico e informativo su tutte le possibilità offerte dal mercato del lavoro, inclusi stage e tirocini. Ma già nei prossimi giorni, forse anche oggi, al Lavoro metteranno a punto anche la circolare che ripartisce 20 miliardi per finanziare agevolazioni da legare alla mobilità. Si tratta, in pratica, di una dote di "copertura" per le spese di vitto e alloggio per chi va a fare tirocini dal Sud al Nord. «Si tratta — spiega Daniela Carlà, direttore generale per l’impiego del ministero del Lavoro — di risorse che erano disponibili e che abbiamo deciso, d’accordo con le regioni, di destinare al finanziamento dei tirocini di mobilità». Ma su tutto il capitolo mobilità, il Lavoro si sta attivando per dare "informazioni utili" al mercato anche sul fronte immigrazione. «L’Osservatorio della mobilità — continua la Carlà — ma anche quello che verrà creato per affiancare la gestione dei flussi di immigrati rispondono all’esigenza di creare un’azione di sistema nel ministero e dare informazioni di supporto monitorando le professionalità di cui ha bisogno il Paese nelle diverse aree». Sul fronte Sud-Nord è stato comunque un anno di turbolenze: da un lato gli appelli delle imprese a corto di manodopera, dall’altro la divisione dentro la precedente maggioranza su come gestire carenze a Nord e disoccupazione a Sud, con la sinistra e la Cgil schierate contro qualsiasi intervento di incentivazione a nuove "ondate migratorie". Un problema che si riproporrà nei mesi successivi anche se, come dimostrano i dati Svimez, i lavoratori del Mezzogiorno hanno già dato prova di mobilità.
    Venerdí 01 Giugno 2001
 
|

Copyright © 2000 24 ORE.com. Tutti i diritti riservati