La mediatrice delle mazzette rivela come funzionava il sistema di riscossione

21/01/2002


DOMENICA, 20 GENNAIO 2002
 
Pagina 21 – Cronaca
 
I VERBALI
 
La mediatrice delle mazzette rivela come funzionava il sistema di riscossione
 
"Se la cifra richiesta era alta potevamo pagare pure a rate"
 
 
 
 
PAOLO GRISERI

TORINO — Anche a Luigi Odasso è capitato di rifiutare una tangente. È successo un giorno del dicembre scorso, proprio mentre compilava la costosa lista di regali per i potenti della città. L’episodio curioso è stato raccontato al pm da Cecilia Governale, l’intraprendente mediatrice delle mazzette delle Molinette. Governale, 40 anni, si è presentata ai magistrati alla vigilia di Natale per spiegare come funzionava il sistema delle bustarelle. Una storia di fatture tutto compreso, dal pagamento dei lavori alla quota per la mazzetta e per l’intermediazione. Una storia di corrotti «comprensivi» che «tenevano conto delle nostre difficoltà».
Galeotto fu il «millenium bug», il temuto disastro informatico allo scoccare del primo gennaio 2000. «Ritenevo ha raccontato Governale che l’occasione fosse propizia per estendere le applicazioni informatiche. Feci il giro di diversi ospedali e conobbi così il dottor Odasso». Che non ha timori per il «millenium bug» ma la presenta ad Aldo Rosso, il capo dell’ufficio tecnico. Rosso spiega che sta per essere bandita una gara d’appalto appetitosa con il sistema «global service»: un consorzio di imprese specializzate in campi diversi che si dividono una torta da 6 miliardi per fornire un servizio completo. È in questo modo che nasce l’alleanza tra le società oggi coinvolte nell’inchiesta: la «Gp» di Lorenzo Brovida per l’informatica, la Palmar di Massimo Diamante per le pulizie, la Tecnogreen di Angelo Doninelli per il giardinaggio. All’inizio del 2000 il consorzio vince la gara. Ricorda la Governale: «Rosso mi comunicò che occorreva versare un contributo. Io non feci troppe domande ma compresi». La tangente è di 200 milioni, una cifra consistente. Rosso si mostra comprensivo: «Convenne con noi di effettuare i pagamenti suddivisi in 18 rate mensili da 11 milioni circa».
Il sistema di pagamenti è collaudato: quando le Molinette pagano le fatture al consorzio, la Governale fattura alla «Gp» sia la quota per la sua regolare intermediazione (6 milioni circa) sia gli 11 milioni della mazzetta che poi versa a Rosso e Odasso. Il primo pagamento avviene a fine luglio del 2000, l’ultimo alla vigilia dell’arresto di Odasso. Un meccanismo che funziona come un orologio anche di fronte agli intoppi: quando Rosso va in ferie, Governale paga direttamente a Odasso: «Gli consegnai la busta senza proferire spiegazioni. Il dottore comprese al volo ed incassò». Ma il direttore generale preferisce non maneggiare direttamente il denaro della mediatrice: «In genere gli consegnavo cioccolatini e pastiglie Leone, sapendo che ne era ghiotto».
All’inizio di dicembre la Governale partorisce un nuovo progetto: quello di gestire spazi pubblicitari presso i punti di sosta dei taxi. Chiede a Odasso un contatto con i funzionari del comune. Il direttore le fornisce il nome di un alto funzionario di Palazzo civico. La donna insiste: «Gli feci capire che sarei stata riconoscente e scrissi su un bigliettino la cifra di 30, intendendo 30 milioni». È a questo punto che Odasso si tira indietro: «Si mostrò molto stupito e aggiunse che in fondo non stava facendo niente». Pochi giorni dopo il direttore generale viene arrestato.