La Margherita lancia un’opa sulla Cisl

27/01/2006
    giovedì 26 gennaio 2006

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        MANOVRE 1. COSA NE SARÀ DELL’AUTONOMIA

          Di Ettore Colombo

            La Margherita lancia un’opa sulla Cisl
            La candidatura di Pezzotta agita via Po

              Oggi, a Roma, i circoli sociali della Margherita organizzano un dibattito che vede, casualmente, presenti entrambi gli uomini nuovi della Cisl, Bonanni e Baretta. Sabato scorso, a Milano, sempre la stessa struttura ha organizzato un dibattito in cui si sono confrontati, sulle ragioni di un nuovo popolarismo, Pezzotta e Marini. Sempre “casualmente”, s’intende. Insomma, sembra proprio che i leader della Cisl del presente e del futuro (oltre che del passato) entrino ed escano dalle ariose stanze di Sant’Andrea delle Fratte un po’ come fanno quelli della Cgil con il Botteghino. «Abbiamo culture e visioni della società simili, a volte quasi omogenee, ma ci rispettiamo a vicenda e sono certo che la Cisl non farà sconti al prossimo governo dell’Ulivo e nemmeno a possibili ministri della Margherita, un partito che deve diventare sempre più “pro Labour”». Sante parole, il fatto è che a dirle è il regista dei circoli sociali diellini, e cioè Raffaele Morese, ultimo segretario aggiunto della Cisl (con D’Antoni) e anche ultimo leader della sua minoranza carnitiana. Un uomo perbene e discreto, Morese, che la scelta per il Ppi e poi per la Margherita l’ha fatta subito, appena uscito dalla Cisl. «Il mio antagonista di allora, nel sindacato, D’Antoni, è arrivato un po’ dopo…», ricorda oggi ma senza vis polemica.

              Insomma, cosa accade dentro la Cisl? Per Morese, gatto sornione almeno quanto Marini («che della Cisl si sente un po’ il padre nobile», dicono però i suoi) «assolutamente nulla: l’autonomia della Cisl è e sarà intatta, come è accaduto anche in passato: nemmeno ai governi Prodi e D’Alema, cui io partecipavo, hanno fatto sconti. E’ un dialogo tra simili e il desiderio di arricchirci del peso e dell’esperienza di un uomo come Pezzotta, se vorrà candidarsi». Non tutti la pensano così, però, specie in Cisl. «Inutile girarci troppo attorno: la Margherita ha lanciato un’opa sulla Cisl, anche se si tratta di un’opa “gentile” e non “ostile”. Il problema è che la nostra autonomia oggi è più appannata di ieri. Non dico che siamo alla cinghia di trasmissione, ma che rischiamo di essere un po’ meno liberi, in prospettiva. Soprattutto se venisse fuori chiaramente che la soluzione trovata è nata in casa altrui e non nella nostra». A parlare così è una fonte cislina, autorevole e molto delusa. Anche un altro esponente di grande peso e di grande discrezione di via Po preferisce non pronunciarsi pubblicamente, ma sospira: «Abbiamo fatto tanto, in questi anni, per affermare la nostra autonomia, a partire proprio dall’elezione unitaria di Pezzotta, nel 2001, dopo la segreteria D’Antoni, elezione che superò la storica diarchia tra generale e aggiunto. Da anni la Cisl decide le sue politiche sindacali insieme, senza divisioni: che bisogno c’era di tornare agli schemi del passato, quando le anime interne si contrapponevano ma sulla base di scelte politiche e culturali allora davvero diverse e scomparse?».

                La Cisl è in fermento e discute al suo interno, dunque, anche se della successione a Pezzotta si parlava da tempo. E proprio il segretario ha voluto aprire lui la discussione, nei mesi scorsi, e ne gestirà tutta la prossima e delicata fase che ora si apre. Tentato da lavori extrasindacali (come una Fondazione sull’Africa con Veltroni) da tempo, Pezzotta però, nonostante molti tormenti, espressi anche pubblicamente, ora avrebbe deciso: si candiderà alle prossime elezioni, e proprio con la Margherita in Lombardia, al Senato. La sua successione però vedrebbe, non uno ma ben due uomini al comando: il 57 enne abruzzese Raffaele Bonanni, fortissimo specie al Centro-Sud e in alcune importanti categorie (pubblico impiego, trasporti, edili, pensionati), oltre che legato a personalità come, appunto, Marini e D’Antoni (via Cocilovo), nelle vesti di segretario generale. Al suo fianco, con le funzioni di segretario aggiunto, un altro 57 enne, il veneziano Pier Paolo Baretta, ultimo erede di quella minoranza cislina che faceva capo a Carniti, già segretario dei metalmeccanici, anche lui vicino a Marini ma anche ad altri esponenti diellini (Letta, Treu). Le importanti scelte che attendono la Cisl del futuro spetteranno a loro e agli altri membri della segreteria, a partire da quel Giorgio Santini che segue la delicata e cruciale partita della contrattazione. Solo che, tutti loro, oltre che Pezzotta, il feeling con la Margherita ce l’hanno eccome. La battaglia per l’autonomia, dentro la Cisl, non finisce qui.