“La manovra bis? Spero non serva”

28/10/2002

 
SABATO, 26 OTTOBRE 2002
 
Pagina 31 – Economia
 
Il premier :"Sai che novità i dubbi di Padoa Schioppa".
Via 34 mila insegnanti e 5 mila bidelli e segretari. Terme, cala il ticket
 
"La manovra bis? Spero non serva"
 
Berlusconi ironizza sulle critiche della Bce. Scuola, sì ai tagli
 
 
 
Billè: ci siamo stancando. Confindustria: si apre una porta. Lite Ds-Miccichè sul Mezzogiorno
 
ROBERTO PETRINI

ROMA – Berlusconi non esclude del tutto la possibilità di una manovra-bis. Da Bruxelles ha detto di «augurarsi che non sia necessaria» e che «dovrebbe bastare» la Finanziaria approvata a settembre da 20 miliardi di euro. Segnali sfumati, anche da una successiva precisazione di Palazzo Chigi, ma che tuttavia testimoniano come la situazione dei conti pubblici resti perlomeno incerta tanto è vero che il presidente del Consiglio ha sentito la necessità di inviare un messaggio ad alleati e Parlamento: «Sì a modifiche migliorative – ha detto – ma non c´è bisogno di riscrivere del tutto la Finanziaria». Toni sbrigativi invece sono stati riservati al membro italiano del board della Bce Tommaso Padoa Schioppa: «Il suo allarme sui conti pubblici? Sai che novità!».
I commenti di Berlusconi sono rimbalzati a Roma dove in Commissione Bilancio l´esame della Finanziaria è proseguito per il solito rush di fine settimana. Condito stavolta da polemiche: la decisione del vertice di maggioranza di evitare l´esame degli emendamenti e di rinviarli all´aula ha provocato le proteste dei Ds e Michele Ventura ha parlato di «situazione intollerabile». La polemica si è poi acuita quando il viceministro Miccichè ha accusato il centrosinistra di aver "truffato il Mezzogiorno" aggiungendo. "L´Ulivo lo stiamo rottamando noi". Immediata la replica dei Ds: Roberto Barbieri e Michele Ventura esprimono "sconcerto": "le sue esternazioni, espressi con toni e termini poco consoni a un autorevole esponente delle istituzioni, hanno rivelato una totale assenza di proposte politiche per il Sud". Da parte sua Rifondazione Comunista ha abbandonato l´aula in segno di protesta.
Ma la polemiche non sono venute solo dall´opposizioni. Il presidente della Commissione Bilancio, il leghista Giancarlo Giorgetti, parla di "esproprio" della sua Commissione in favore di incontri esterni e tra le parti sociali. La situazione, in attesa del vertice di martedì prossimo coi sindacati, resta incerta. Il viceministro dell´Economia, Miccichè ha in un primo momento fatto filtrare – e successivamente smentito – l´eventualità di un congelamento e di uno stralcio dell´articolo 37 (quello che trasforma i finanziamenti dello Stato alle imprese da «fondo perduto» a prestiti). Tuttavia per il direttore generale della Confindustria Parisi «si è aperta la porta che aspettavamo». Malumori vengono anche da Billè (Confcommercio): «Comincio ad essere stanco».
Nonostante le polemiche l´esame dell´articolato è andato avanti con la sensazione che su ogni articolo gravi l´ipoteca di una modifica in aula: così è stato per l´Irpef-Leo e così sembra essere per la questione degli insegnati di sostegno sull´articolo 22 relativo alla scuola. Questo ultimo articolo, approvato ieri, è comunque rimasto intatto nella sua portata complessiva: nel triennio 2003-2005 saranno ridotti, per via dell´accorpamento delle classi, 33.847 docenti, inoltre un taglio sarà praticato sui supplenti che dovranno fare tutti un minimo di 18 ore eliminando così spazi di lavoro per coloro che prestano servizio per orari più brevi. Scure anche sui bidelli: saranno ridotti del 6% nel triennio 2003-2005, solo 5.700 il prossimo anno.
Tra gli emendamenti approvati anche quello che riduce da 70 a 40 (oggi è di 36,15 euro) euro il ticket sulle cure termali. Mentre un emedamento del governo sul volontariato sta sollevando proteste delle opposizioni che con Giuseppe Fioroni ha parlato di «scandalo». Si prevede che i beni del demanio che non andranno alla Patrimonio spa potranno essere assegnati ad istituzioni assistenziali (tre cui le fondazioni bancarie) e organizzazioni religiose: resterebbero tagliate fuori tutte le organizzazioni del volontariato ma anche associazioni come la Caritas.