La manovra approda in Parlamento. L’Italia che non ci sta si mobilita

13/07/2010

Deprime l’economia, riduce lo stato sociale, penalizza le autonomie. Ma c’è una cosa che la manovra stimola positivamente: la creatività nelle proteste. Non passa giorno senza che una categoria o un’istituzione s’inventi un nuovo modo di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei tagli da 24 miliardi di euro decisi dal governo.
IL CALENDARIO DELLE PROTESTE Ieri, ad esempio, sulla facciata del municipio di Reggio Emilia è stata montata una grande X in tessuto rosso, come quelle che contrassegnano i bersagli da centrare ed eliminare. Oggi, invece, sarà la volta dei sindaci di Comuni montani e degli amministratori di Comunità montane, che nella «giornata di mobilitazione nazionale della montagna» consegneranno nelle mani dei prefetti le richieste dell’Uncem per arginare gli effetti devastanti delle scelte di Tremonti su un territorio già disagiato. Domani, in concomitanza con la discussione e l’approvazione in Parlamento della manovra, il sindacato di base Usb organizzerà manifestazioni rumorose nelle maggiori città «per sturare le orecchie dell’esecutivo» – a Roma si svolgerà sotto il Senato alle ore 11 – al suono delle vuvuzela reduci dai mondiali di calcio, e consegnerà ai prefetti del ghiaccio per «rinfrescare questa estate e preparare un autunno bollente». Mentre la redazione del Manifesto terrà la propria riunione di redazione quotidiana in piazza Montecitorio, per protestare con i tagli all’editoria. Giovedì 15 luglio toccherà alla Funzione pubblica della Cgil, che insieme alla confederazione e alla Flc, si mobiliterà in presidio in piazza Montecitorio contro un provvedimento «iniquo e sbagliato, che deprime lo sviluppo del paese, taglia servizi ai cittadini e nega il diritto al rinnovo del contratto a 3 milioni di lavoratrici e lavoratori». Anche la protesta della polizia non si è mai fermata. Oggi gli agenti aderenti al sindacato Coisp sfileranno a Piazza Venezia con un «esercito » di sagome di poliziotti pugnalati alle spalle. Intanto la raccolta firme organizzata dal sindacato di categoria Siulp con il «Camper per la Sicurezza » ha già raggiunto le 30mila adesioni, tra le quali anche quella dell’ex prefetto di Roma Achille Serra, per dire che «senza risorse, uomini e mezzi non si può fronteggiare il crimine». Già in calendario per il 26 luglio lo sciopero dei diplomatici italiani, che lamentano tagli «che di fatto preludono allo smantellamento della Farnesina». Ma nuove ragioni di protesta continuano ad aggiungersi, man mano che la maggioranza aggiunge nuovi emendamenti. «Con una mano il governo raccoglie le giuste proteste degli invalidi sulle pensioni e sugli assegni d’accompagnamento, ma con l’altra torna a colpire tra i disabili i più deboli, i bambini» denunciano le parlamentari Pd Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni, attaccando la possibilità di derogare al vincolo dei venti alunni per classe in presenza di uno studente disabile, «rendendo così difficile l’inserimento scolastico, e favorendo il ricorso a percorsi separati e segreganti per coloro che hanno difficoltà d’apprendimento».