La maggioranza promette: niente modifiche al decretone

03/11/2003




03 Novembre 2003

SULLE PENSIONI, IL MINISTRO DEL LAVORO CHIEDE PROPOSTE CONCRETE AI SINDACATI. ALEMANNO INSISTE PER IL DIALOGO

La maggioranza promette: niente modifiche al decretone
Maroni sorpreso dalla polemica sui cassintegrati: ho sentito cose che non stanno né in cielo né in terra

ROMA
Saranno pagate le tredicesime ai cassintegrati? Il ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni non vede il problema: «Ho sentito cose che non stanno nè in cielo nè in terra, tipo che non si pagheranno le tredicesime ai cassintegrati». Per lui un’ipotesi del genere è soltanto «puro allarmismo». Ma c’è chi non la pensa allo stesso modo: i sindacati e i senatori Tommaso Sodano di Rifondazione comunista e Natale Ripamonte dei Verdi affermano che il taglio di almeno un mese di indennità (quindi niente tredicesima e se esistente niente quattordicesima) è previsto dal comma 6 dell’articolo 44 del decretone, il provvedimento di accompagnamento alla legge finanziaria comprendente il condono edilizio.
L’eliminazione decisa con il decretone dei trattamenti annui superiori alle dodici mensilità minime quale effetto avrà allora? Per il ministro non cambia nulla. «Quella di Maroni non è una risposta» dicono invece i due parlamentari dell’opposizione che aggiungono: «Il ministro dica piuttosto da dove li tira fuori questi 900 milioni di euro» attesi come risparmio. Maroni sostiene che oltre all’allarmismo «il resto è ciò che è scritto e che garantisce la riforma degli ammortizzatori sociali che faremo con l’848 bis», ovvero con il progetto all’esame della commissione lavoro del senato». Il ministro fa presente anche che è prevista la proroga «di una serie» di provvedimenti di cassa integrazione «utilizzando le risorse che sono a disposizione».
Maroni chiede «proposte alternative» ai sindacati che accusa di «lanciare allarmi ingiustificati» e di «dire sempre no a tutto». E afferma di non aver visto la lettera inviata a lui e al ministro dell’economia Giulio Tremonti dai segretari confederali della Cgil, della Cisl e della Uil Giuseppe Casadio, Raffaele Bonanni e Fabio Canapa per protestare contro l’ipotizzato taglio di 250 milioni di euro dal fondo per gli ammortizzatori sociali: «Aspetto di ricevere questa lettera fantasma» ironizza il ministro.
Il decretone, per il quale ci sono state al senato aspre discussioni all’interno della maggioranza di centrodestra che sostiene il governo Berlusconi bloccate dal voto di fiducia, è ora all’esame della camera. Il deputato Alberto Giorgetti che coordina per Alleanza nazionale il confronto sui provvedimenti di bilancio, sottolinea che nessun emendamento dovrebbe presentato in base all’accordo di massima raggiunto nella maggioranza. Ma il rispetto di questo accordo, secondo Giorgetti, dipenderà anche dall’atteggiamento del governo.
Ivo Tarolli, relatore di maggioranza del decretone, conferma il «forte impegno» del suo gruppo, l’Udc, per destinare con la finanziaria più risorse all’università e alla ricerca.
Il deputato ds Giacomo Mancini afferma poi che «in tutti gli atenei italiani si contano circa 1.500 ricercatori che, pur essendo vincitori di concorsi banditi negli anni 2002 e 2003, sono costretti a lavorare in condizioni di precarietà e senza retribuzioni».
In vista del vertice di maggioranza di domani il relatore della finanziaria Mario Ferrara segnala alcune questioni aperte, come l’aumento degli sgravi per per le ristrutturazioni edilizie, gli aumenti alle forze armate e la ricerca. Da più parti viene avanzata l’idea di un bonus, una detrazione fiscale, per le famiglie che tengono in casa gli anziani invece di ricoverarli in ospedali o istituti di riposo.
Accanto alla finanziaria, c’è la riforma delle pensioni che provoca tensioni nel governo. Per la ragioneria dello Stato i risparmi che si ottengono con il provvedimento sono inferiori alle previsioni: 9 miliardi di euro a regime invece di 12. «Mi sembra strano» commenta il ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno parlando di precedenti verifiche proprio con la Ragioneria. Per Alemanno serve un approfondimento e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi deve convocare i sindacati. Maroni obietta che i risparmi previsti dalla riforma «sono sufficienti».