La lotta al sommerso riparte dal Cipe

07/06/2002




              Lavoro irregolare – Completato con la delibera varata ieri il quadro delle misure e degli adempimenti per favorire l’emersione
              La lotta al sommerso riparte dal Cipe
              Via anche al codice tributo – Lettere ai «sospetti» dal 20 giugno
              ROMA – Gli ultimi tasselli sono andati al loro posto in poche ore e adesso il complesso mosaico della lotta al sommerso si presenta davvero completo. Ieri sera è stata approvata la delibera del Cipe con le linee-guida per il piano straordinario (ma ai sindacati non piace) e, poco dopo, anche l’agenzia delle Entrate ha reso noto che era stata predisposta la bozza definitiva del modello per la dichiarazione «progressiva» e ha comunicato il nuovo codice-tributo per il pagamento rateale. Inoltre, le lettere per le aziende "sospette" sono in dirittura d’arrivo e verranno inviate, come da delibera Cipe, a partire dal 20 giugno. La delibera. Il voto di ieri ha concluso l’iter di una bozza che circolava già da alcuni giorni (i contenuti sono stati anticipati sul Sole-24 Ore del 1° e del 5 giugno). In particolare, nel piano, oltre a un promemoria della data del 30 novembre per la presentazione della dichiarazione di emersione, viene descritta in dettaglio la nuova procedura individuale di emersione. L’imprenditore può regolarizzare l’intera attività produttiva esercitata con una dichiarazione al sindaco del Comune in cui ha sede l’unità produttiva, anche in forma anonima (attraverso un intermediario abilitato) entro il 30 settembre. Parte del modello per questa dichiarazione viene riprodotta a fianco. Il piano definisce anche controlli incrociati fra le diverse amministrazioni dello Stato (Inps, Inail, Guardia di Finanza) per individuare i contribuenti per i quali emergano anomalie anche legate all’utilizzo di lavoro non regolare. Chi non si avvarrà delle misure previste dal Governo per l’emersione dell’economia sommersa, verrà inserito con priorità nel Piano di controllo e vigilanza degli organi preposti al contrasto dell’evasione previdenziale e fiscale. Con la delibera Cipe viene introdotta una nuova sanzione amministrativa variabile fra il 200 ed il 400% del costo del lavoro per dipendente (si veda l’altro articolo). Le lettere delle Entrate. Entro il 20 giugno, è scritto nel piano, l’amministrazione finanziaria adotterà una circolare esplicativa (anch’essa oggetto di elaborazione già da alcune settimane). A partire da quella data i contribuenti "sospetti", selezionati utilizzando la banca dati degli studi di settore, potranno essere raggiunti da richieste di informazione da parte delle Entrate. Il testo della lettera è ai ritocchi finali. Nel piano si definisce anche un’altra scadenza, quella del 30 giugno, entro la quale verrà inviato ai sindaci materiale informativo per l’istruttoria delle proposte dei piani di «emersione progressiva». Entro la stessa data verranno attivati numeri verdi per ottenere informazioni sull’emersione. Il «no» dei sindacati. I sindacati bocciano però la delibera: non piace la soluzione della semplice richiesta anonima al sindaco «per fissare per il periodo dell’emersione la retribuzione al 70% di quella prevista dai contratti per il livello di riferimento». Per il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi, il Cipe «non deve intervenire sulla materia salariale». Anche per la Cisl la delibera del Cipe è grave. Il Governo – ha detto Raffaele Bonanni – deve recedere da questo provvedimento». Il modello per la "progressiva". Sempre ieri è stato siglato dai ministri di Economia e Lavoro il decreto che approva il modello per la «dichiarazione progressiva» e le relative istruzioni. Il modello (di cui sono riprodotti qui a fianco i quadri A, B e C) può essere scaricato già oggi dal sito www.agenziaentrate.it. Il modello per la «dichiarazione automatica» individuale era già stato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 106 dell’8 maggio scorso. Il modello è articolato in quattro facciate: nella prima, dove si indicano solo nome, cognome (o denominazione) e codice fiscale, è contenuta l’informativa sulla privacy. Nella seconda vanno indicati in dettaglio i dati "anagrafici": dalla partita Iva del dichiarante a quelli su residenza e codice di attività, alla natura giuridica dell’attività. Qui è contenuto anche l’impegno formale all’invio telematico della dichiarazione, uno dei problemi del periodo transitorio (si veda «Il Sole-24 Ore» del 29 maggio scorso). Le più importanti sono le due facciate seguenti, con i quadri A, B e C. Nella prima, dedicata al quadro A, va inserito l’elenco dei lavoratori interessati dal programma di emersione, indicando anche il periodo (in mesi) già dichiarato nel piano individuale di emersione presentato al Comune. Nel quadro B vanno indicati il «costo del lavoro emerso» e il numero dei lavoratori da regolarizzare per il 2002. Nel quadro C, infine, dai righi C1 a C7 si indica l’ammontare del costo del lavoro usato dal 1995 al 2001. Il totale non può superare quanto indicato al rigo B2 del quadro B. Il nuovo codice tributo. L’agenzia delle Entrate ha infine segnalato con una risoluzione – la 178/E del 6 giugno – un codice tributo mancante, il 1803, per il pagamento rateale dell’imposta sostitutiva (si veda la scheda).

              Saverio Fossati

              Venerdí 07 Giugno 2002