La lotta al carovita parte da Torino

14/09/2004


            martedì 14 settembre 2004

            PROGETTO PILOTA TRA GOVERNO, ENTI LOCALI, COMMERCIANTI E GRANDE DISTRIBUZIONE: FINO ALL’INIZIO DEL 2005 LISTINI RIBASSATI DEL 2 PER CENTO
            La lotta al carovita parte da Torino
            Siniscalco promuove la riduzione dei prezzi di 600 prodotti

            Grazia Longo

            TORINO
            Congelamento dei prezzi – soprattutto degli alimentari – fino all’anno nuovo, riduzione del 2% per i prodotti marchiati dalla grande distribuzione. La lotta al carovita parte da Torino. Con un impegno diretto da parte del governo.

            Ieri mattina, alla Camera di commercio – su iniziativa del neo presidente Alessandro Barberis – è stato raggiunto un accordo tra il ministro all’Economia Domenico Siniscalco, le associazioni di commercianti, quelle dei consumatori, sindacati, la federazione della grande distribuzione, enti locali. L’obiettivo? Contenere l’inflazione. A partire da Torino, fino all’intero Paese. Determinante la partecipazione del governo, che dopo un’estate polemiche sull’aumento dei prezzi a 360 gradi, dalle autostrade alle banche e le ferrovie, interviene concretamente.


            L’attenzione a contenere le tariffe era già stata ventilata dal ministro all’Industria Antonio Marzano, che nemmeno un mese fa aveva puntato l’indice sulle banche. Oggi, con l’impegno di Siniscalco e il placet del vice premier Gianfranco Fini – intervenuto sulla questione ieri sera dopo la riunione con l’Intesa dei consumatori a palazzo Chigi -, la battaglia dei prezzi si arricchisce di un un nuovo alleato. Il governo, appunto. Il progetto pilota prevede subito due iniziative: 300 supermercati torinesi abbasseranno del 2 per cento, dal 1° ottobre, i prezzi di 600 prodotti con marchio della propria catena e s’impegnano a non aumentare i costi fino al 31 dicembre. In alcuni casi, inoltre, effettueranno promozioni particolari dal 20 al 30 di ogni mese per andare incontro ai problemi delle famiglie con più basso reddito. In realtà il contenimento dei prezzi era già stato avviato dall’Ascom un anno fa. La grande novità è proprio il ruolo svolto dal governo.


            «Le linee guida dell’intesa – spiega il ministro Siniscalco – sono la trasparenza, il contenimento dei prezzi e delle tariffe, la difesa del potere d’acquisto delle fasce deboli. La speranza è che sia un accordo prototipo da estendere in altre città italiane. Il potere di acquisto è, infatti, una variabile fondamentale in una fase di debole ripresa come quella attuale ed il governo è assolutamente impegnato in questa direzione». Inevitabile, a questo punto, un accenno alla Finanziaria. «La difesa del potere d’acquisto – sottolinea – particolarmente nelle fasce più deboli, è un punto fondamentale per la ripresa e l’equità. Nella riduzione delle tasse ci sarà quindi la massima attenzione alla difesa delle fasce deboli, lo vedrete».


            Ma torniamo al piano torinese. «E un percorso complesso, quasi di guerra – osserva il presidente delle Regioni, Enzo Ghigo – perché si cerca di mettere d’accordo molti soggetti, ma ci troviamo di fronte a una disponibilità concreta del governo». Anche il presidente della Provincia, Antonio Saitta, e il sindaco, Sergio Chiamparino, condividono l’importanza della scelta di Torino come città pilota contro il carovita e ribadiscono «l’impegno a contenere tariffe, ticket e tasse locali». Per Giuseppe De Maria, presidente dell’Ascom, «l’obiettivo è privilegiare la coesione sociale, superando problemi di tipo ideologico. Da parte dei commercianti è emerso un grande senso di responsabilità».


            Tant’è vero che entro una settimana la Faid, la Federazione che raggruppa la grande distribuzione, definirà le iniziative che adotterà per contenere l’aumento dei prezzi. «Abbiamo aderito per diversi motivi – precisa il direttore generale della Faid, Massimo Viviani -. Innanzitutto c’è l’impegno del ministro a nome del governo, in secondo luogo il Piemonte è una regione che in tema di grande distribuzione ha una legislazione tra le più attente alle esigenze dei consumatori, in terzo luogo perché si tratta di un’intesa che mette insieme, piccola, media e grande distribuzione».


            E l’esperimento piace anche al vice presidente del Consiglio. «Vogliamo estendere a livello nazionale l’operazione torinese – ha dichiarato dopo aver incontrato a Palazzo Chigi i rappresentanti delle associazioni dei consumatori – rivolta, con l’impegno da parte delle categorie produttive, del commercio, della distribuzione, a tenere bloccati i prezzi fino alla fine dell’anno». Perplessa rimane invece la Cgil che mantiene «lo sciopero della spesa» fissato per dopodomani: «L’intesa torinese è solo verbale, nessun nuovo accordo è stato ancora sottoscritto». Ma il ministro Siniscalco ha già programmato un altro incontro alla Camera di commercio per lunedì prossimo.