La Lombardia scommette un milione sul 18

25/07/2002


25 luglio 2002



La Lombardia scommette un milione sul 18
La Cgil regionale dà il via alla raccolta firme per i referendum a difesa dei diritti. La sfida parte in agosto
LUCA FAZIO


MILANO
Sentir dire «un milione» – cifra cara ai demagoghi della peggior specie – fa sempre una certa impressione. Sentir dire poi che «raccoglieremo almeno un milione di firme in Lombardia», in piena estate, con agosto alle porte e i milanesi già ai nastri di partenza, potrebbe far pensare a una boutade propagandistica tanto per dire che la Cgil di firme per i referendum contro l’attacco all’articolo 18 ne raccoglierà, eccome. Invece, non è una battuta. Susanna Camusso, segretario generale della Cgil Lombardia, annuncia l’obiettivo milionario così
en passant, senza calcare l’accento su quella che potrebbe sembra una missione impossibile. Non è segno che ci crede, è segno che si fa. «Degli oltre 5 milioni di firme che ci siamo posti come obiettivo a livello nazionale – spiega – vorremmo che almeno 1 milione arrivasse dalla Lombardia. Per questo abbiamo deciso di cominciare da subito a organizzare punti di raccolta firme dove c’è la gente». In agosto? «L’idea è di essere presenti almeno una volta in tutti i comuni della Regione», spiega Susanna. La raccoltà di firme terminerà in autunno quando verrà resa nota la data del prossimo sciopero generale. Vuol dire che a partire da subito, ogni giorno, un centinaio di militanti della Cgil occuperà mezza Lombardia con i banchetti per la campagna intitolata tutogli, iofirmo. E non solo dove la Cgil è di casa, cioè nei luoghi di lavoro, ma dappertutto: «Perché questa è una raccolta di firme che si rivolge a tutti». Dunque, banchetti in sperduti passi di montagna, in tutte le sagre paesane, nelle località turistiche lombarde, nelle piazze, nei mercati e nei supermercati, nei centri commerciali, negli aereoporti, nelle stazioni ferroviarie e, quando riapriranno, anche nelle scuole e nelle università, passando dalla mondanità del festival letterario di Mantova ai trecentomila ferraristi del gran premio di Monza.

La Cgil chiede «due No al lavoro come merce», che preannunciano due futuri referendum abrogativi, e «due Sì a diritti e tutele per tutti», che si concretizzano nelle due proposte di legge di iniziativa popolare che la Cgil sta preparando. Ricorda Camusso: «Il primo no è contro la modifica dell’articolo 18 stabilita dall’accordo separato del 5 luglio, il secondo no è contro altre disposizioni contenute nella legge delega sul mercato di lavoro che aumentano la precarietà. Il primo per estendere i diritti e le tutele ai lavoratori che ne sono privi, atipici, parasubordinati e dipendenti delle piccole imprese, il secondo invece è per estendere gli ammortizzatori sociali, rafforzando l’indennità di disoccupazione ed estendendo la cassa integrazione a tutti i settori e alle imprese di tutte le dimensioni». Non incontrare un banchetto della Cgil sarà impossibile, ma se proprio non volete correre rischi consultate il sito www.lomb.cgil.it.