“La lettera” «Il pacchetto sul lavoro non è illegale» – di M.Sacconi e la risposta di Scarfaro

24/06/2002


LUNEDÌ, 24 GIUGNO 2002
 
Pagina 7 – Economia
 
LA LETTERA
 
Il sottosegretario al Welfare Sacconi
 
"Il pacchetto sul lavoro non è illegale"
 

          Caro Direttore,
          in risposta quanto sostenuto ieri su Repubblica da Eugenio Scalfari, rilevo che come al solito in questi casi è partita la campagna di disinformazione e di criminalizzazione delle ragioni altrui, capaci solo di convincere gli utili idioti. Tutto ciò che è nel "pacchetto lavoro", è nel rispetto delle Convenzioni dell´OIL e in perfetta aderenza alle Direttive Ue, la cui lettura con vocabolario (o interprete) raccomando per conoscere il significato dei termini inglesi. Voglio aggiungere inoltre alcune osservazioni:
          1. La Corte Costituzionale ha già riconosciuto che due aziende di venti dipendenti possono avere una regolazione diversa, addirittura con riferimento all´intero Statuto dei lavoratori e non solo al suo articolo 18, se in una vi siano apprendisti o familiari. Non è in discussione la giusta causa di licenziamento, che rimane in vigore sotto e sopra i 15 dipendenti. L´affitto di manodopera, oggi già regolato per il lavoro interinale, servirà domani a fornire le stesse garanzie e tutele di quest´ultimo a quelle tante forme sregolate di affitto a tempo indeterminato che sono sotto gli occhi di tutti, spesso in forma cooperativa.
          2. La cessione di ramo d´azienda sarà regolata in modo assolutamente coerente con le Direttive Europee, e non potrebbe che essere così. Gli enti bilaterali di cui si parla sono privati per proprietà e per funzioni, e non ricevono soldi dallo Stato. Tutto ciò a differenza per esempio dei CAF o dei patronati.
          3. 700 milioni sono molto di più dello zero garantito dalla legge delega per una riforma mai fatta dal centrosinistra. Il Documento D´Alema-Blair dedicato al Welfare to Work invitava peraltro a ridimensionare i sussidi alla disoccupazione, perché possono diventare una trappola e non avvicinare al rapporto di lavoro.


          Maurizio Sacconi

Una risposta all´acqua fresca

          Avevo posto al sottosegretario Sacconi (e al ministro Maroni, al presidente della Confindustria e ai segretari Cisl-Uil) alcune domande specifiche e concrete. Gliele avevo poste due domeniche fa e di nuovo nell´articolo di ieri. Ad esse Sacconi non ha dato la minima risposta anzi le ha del tutto ignorate. Afferma invece che quanto scritto nella bozza di patto del lavoro è conforme alle norme dell´Ufficio internazionale del lavoro e alle direttive europee. Detta così, la risposta è pura acqua fresca. Ricordo a Sacconi che la Cgil cita anch´essa l´Ufficio del lavoro e la Commissione europea per sostenere che tutto quanto scritto nel famoso patto contravviene a quelle direttive. Mi sarebbe piaciuto che Sacconi rispondesse con parole sue e non con generici rinvii a testi non indicati esattamente.
          Il sottosegretario cita poi una sentenza della Corte costituzionale su trattamenti differenziati di imprese che occupino proprietari, familiari, apprendisti. Non conosco tale sentenza (avrebbe fatto bene a citarne i numeri di repertorio) ma osservo comunque che essa riguarderebbe un caso particolare.
          Io parlavo del caso generale che la deroga di «soglia» raffigura: soggetti identici e trattamenti differenziati. L´incostituzionalità è fuori dubbio poiché lede un principio costituzionale fondamentale e cioè l´eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Ci si può anche provare ad arrampicarsi sugli specchi ma se poi gli specchi sono insaponati l´impresa mi sembra impossibile.
          Stessa opinione ho di quanto Sacconi sostiene sulla cessione di rami di azienda e sul lavoro interinale: si tratta di risposte risibili. Sugli enti bilaterali il fatto grave è proprio quello di affidare a soggetti privati funzioni pubbliche. La sovvenzione dello Stato è stata resa nota in un´intervista data al 24 Ore dallo stesso Sacconi. Si è rimangiata l´idea, signor sottosegretario? O è lei a fare disinformazione? Infine quanto al documento Blair-D´Alema, la cosa riguarda i suoi firmatari. Ovviamente non fa status su quanto penso io.

          (E.S.)