La leggenda dell’aumento delle retribuzioni

14/06/2006
    mercoled� 14 giugno 2006

    Pagina 13 – Economia & Lavoro

    La leggenda dell’aumento delle retribuzioni

      Per l’Istat sono cresciute del 4,8%. Ma l’incremento reale � dello 0,5% contro una media Ocse dell’1,6%

      Milano

      REALT� E FANTASIA- Crescono del 4,8% le retribuzioni lorde nel primo trimestre 2006. Questo almeno il dato diffuso dall’Istat, che precisa come, al netto degli effetti stagionali, l’incremento congiunturale (rispetto al trimestre precedente) � risultato dell’1%. Detta cos�, sembra una notizia shock per milioni di lavoratori, ma a ben leggere assume tutt’altra dimensione. Innanzitutto, a pesare sono soprattutto le variazioni registrate nell’industria, dove si sono fatti sentire gli incentivi all’esodo erogati da alcune grandi aziende del settore della produzione di energia elettrica, gas e acqua e il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici.

      Ma, oltre a questo, c’� che il confronto con gli altri paesi europei ci vede sempre perdenti. Nei paesi Ocse, i salari reali sono aumentati da una media di 1,1% nel 2004 a 1,6% nel 2005 (e passeranno a una crescita di 1,5% nel 2006 e 1,9% nel 2007). Quanto all’Italia, i salari reali hanno segnato una crescita di 0,6% nel 2005, per scivolare a 0,5% quest’anno e accelerare a 1% nel 2007.

      Come spiega il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: �I salari sono diminuiti, il rapporto si fa con l’Europa�. �Nel rapporto Istat la produttivit� per posti di lavoro � indicata come alta, mentre quella di sistema � molto bassa. Perch� – si chiede Bonanni – non si discute della produttivit� di sistema, a partire dai servizi gestiti da privatizzazioni, che non sono diventate liberalizzazioni?�. E Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, ricorda che �innegabilmente il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati italiani � diminuito in questi anni�. �In pi� – continua – credo che non sia corretto paragonare le rilevazioni calcolate mese per mese dall’Istat con i rinnovi contrattuali che sono invece realizzati a scaglioni e quindi costituiti su di un rapporto che � di lungo periodo�.

      Polemiche anche le associazioni di consumatori, Adusbef e Federconsumatori in primis: �Mentre le famiglie tirano la cinghia – commentano ironicamente – e continuano ad indebitarsi per sbarcare il lunario, come dimostrano i dati della crescita esponenziale del credito al consumo (+18,7%), i lavoratori che hanno avuto un sostanzioso aumento delle retribuzioni (+4,8), nonostante la caduta della produzione industriale (-8,3), folgorati sulla strada dell’Istat, chiedono lumi su come investire le laute plusvalenze (+2,6) rispetto all’inflazione, cresciuta del 2,2�.

      Per l’Istat, la crescita pi� sostenuta delle retribuzioni ha riguardato il settore industriale con un incremento del 5,9%, mentre nei servizi l’aumento � stato del 3,7%. Gli aumenti pi� sostenuti nell’industria sono quelli nei comparti relativi alla produzione di energia elettrica, gas ed acqua e alle attivit� manifatturiere che hanno segnato rispettivamente +6,1 e pi� 6%.

      la.ma.