La legge Biagi va a regime

22/07/2003




        Martedí 22 Luglio 2003
        ITALIA-LAVORO


        La legge Biagi va a regime

        Maroni assicura: giovedì prossimo il via libera del Governo al decreto di attuazione


        MILANO – Il maxi-decreto di attuazione della legge Biagi sarà approvato in via definitiva dall’ultimo Consiglio dei ministri in programma prima della pausa estiva e cioè il 31 luglio. Ad assicurarlo è il ministro del Welfare, Roberto Maroni, intervenuto ieri a Milano alla presentazione della campagna europea contro le discriminazioni. Il Governo, dunque, punta a mantenere la sua tabella di marcia e, anche nel caso di imprevisti dell’ultima ora «come ad esempio un ritardo nell’arrivo dei pareri da parte delle commissioni parlamentari attesi proprio il 31 luglio», anticipa la disponibilità «a convocare – dice Maroni – un nuovo Consiglio dei ministri per il 1° agosto». L’obiettivo resta, dunque, quello di arrivare alla pubblicazione in Gazzetta, per settembre, così da permettere l’entrata a regime delle nuove regole sul mercato del lavoro, subito operative, per l’autunno. E per quella data il titolare del Welfare annuncia la presentazione di un nuovo provvedimento, un disegno di legge delega sulle politiche sociali che costituirà un collegato alla Finanziaria 2004 e che riprende i contenuti del Libro Bianco sul Welfare. «Dopo la riforma del lavoro e quella previdenziale, sempre attraverso lo strumento del collegato alla legge di bilancio – chiarisce Maroni – interveniamo sul terzo pilastro: quello degli interventi per le fasce più deboli».
        Un provvedimento, questo, del quale si occuperà il sottosegretario, Maria Grazia Sestini, e che consisterà essenzialmente nel rimettere ordine alla legge quadro di settore la 328, «che – dice il sottosegretario Sestini – pur avendo un impianto assai valido è oggi per due terzi inapplicabile, dal momento che interviene in materie le cui competenze sono state trasferite alle regioni». In questo modo – secondo il ministro Maroni – l’Esecutivo conferma la sua attenzione alla famiglia, fornendo strumenti concreti per facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e semplificando l’ingresso nel mercato delle donne. Va proprio in questa direzione la legge Biagi e in particolare le novità che questa introduce a proposito del part-time.
        Certo per massimizzare i risultati «è necessario – spiega Maroni – che l’economia ricominci a crescere. Perché in caso contrario non esiste legge in grado di creare da sola posti di lavoro». Anche attraverso questi interventi passa la lotta contro le discriminazioni, sembra voler intendere Maroni, «attraverso cioè azioni concrete, politiche attive». Come la predisposizione di una rete di servizi, prevista dalla legge Biagi, in grado di assistere e consigliare anche le donne in cerca di occupazione. Ma non solo. Nei giorni scorsi il sottosegretario Sestini aveva ricordato la dote, prevista dalla Finanziaria dello scorso anno, di dieci milioni di euro a disposizione delle aziende o dei consorzi di aziende che realizzeranno asili nido nei luoghi di lavoro. Il meccanismo è semplice: ogni struttura potrà contare su un finanziamento massimo di 125mila euro da rimborsare per il 50% (l’altra metà è a fondo perduto) secondo un piano di ammortamento settennale.
        E questo impegno resta confermato anzi l’intenzione che Maroni lascia trapelare è quella di rafforzare questo tipo di interventi.

        SERENA UCCELLO