La Lega insiste: sul Tfr pronti a tutto

21/11/2005
    lunedì 21 novembre 2005

    Pagina 13 – Economia

    La Lega insiste: sul Tfr pronti a tutto

      "Senza riforma bloccheremo l´aumento dell´età pensionabile"

        Pronto un emendamento alla Finanziaria per cancellare la riforma previdenziale già varata
        Cresce la tensione nella maggioranza sulla manovra Fiducia sul decreto fiscale
        Venerdì lo sciopero generale. Pezzotta: "L´hanno voluto loro"

          ROBERTO PETRINI

            ROMA – Cresce il malumore della Lega. In caso di modifiche al decreto-Maroni sul Tfr il Carroccio minaccia di impugnare nuovamente la bandiera della difesa dei lavoratori del Nord presentando, come ha deciso ieri lo stato maggiore del partito riunito a Sestri Levante, un emendamento che abroghi lo «scalino» previsto per il 2008 della legge Tremonti sulle pensioni che porta l´età per l´anzianità da 57 a 60 anni. Si scalda anche il confronto sugli altri temi in vista del maxi-emendamento che sarà probabilmente oggetto di un vertice di maggioranza: An punta a riaprire un tavolo di trattative con le parti sociali e l´Udc insiste con la richiesta di stabilizzazione del bonus-figli.

            La settimana che si apre oggi si prospetta decisiva per la manovra 2006. L´esame della Finanziaria, guidata dalla relatrice Santanchè (la cui nomina è stata contestata dalla Lega che avrebbe preferito un suo esponente) scatterà martedì in commissione Bilancio, mentre il decreto fiscale, contenente i rafforzamenti delle manovre 2005 e 2006 per un totale di 7 miliardi, dovrebbe essere approvato in versione «blindata» ricorrendo al voto di fiducia. Infine venerdì 25 i sindacati, che ormai non credono alla possibilità di un confronto, scenderanno in piazza per il sesto sciopero generale contro il governo Berlusconi: «Se lo sono voluto loro», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta.

            Gli occhi sono ora rivolti verso il maxiemendamento che il governo dovrà varare, o direttamente o affidandolo alla relatrice. Sul tavolo c´è l´annosa questione del bonus-bebè di cui Udc, An e Lega chiedono l´estensione al 2006 (sul quale Tremonti ha dato l´ok a patto che si rinunci ai 160 euro retroattivi per i nati dal 2003 al 2005 dal costo di 250 milioni). L´altra questione importante è rappresentata dalle correzioni dovute alla recente sentenza della Corte costituzionale sugli enti locali: salteranno le riduzioni di consulenze, auto blu e il taglio del 10 per cento per stipendi di sindaci e presidenti di Regione. Non è escluso che il governo decida di rinviare il costo di 3 miliardi previsto dall´Agenda di Lisbona cui dovrebbe far fronte con nuove vendite immobiliari. Questo fronte del resto è già piuttosto denso di impegni: per fine anno, per far quadrare i conti 2005, è prevista la vendita di immobili per 3 miliardi alla società del Tesoro Fintecna. L´operazione dovrebbe includere anche i circa 3.800 appartamenti dei militari, inizialmente destinati alla «Scip 3»: l´organizzazione «Casadiritto» è in allarme e ha inviato 2.000 fax al ministro della Difesa Martino.

            Quasi scontato l´inserimento del condono previdenziale per i lavoratori agricoli voluto dal ministro Alemanno. Si è inoltre alla ricerca di nuove risorse per l´Anas, ma sul tavolo c´è anche la questione del taglio degli ammortamenti alle imprese denunciata dalla Confindustria. Ad un possibile vertice di maggioranza arriveranno anche le proposte di Forza Italia per l´inserimento in Finanziaria della vendita delle case Iacp e il potenziamento delle privatizzazioni.

            Attenzione in Parlamento su tre norme che hanno fatto discutere negli ultimi giorni: il «comma 203» che blocca la mobilità sanitaria; il «comma 213» che sterilizza lo spoils system per il segretario dell´Agenzia sanitaria (norma che rischia di essere estesa a tutti i dirigenti); e la norma del decreto fiscale che prevede 4.000 assunzioni di dipendenti pubblici, in deroga al blocco, per Catania.