La guerra dei benzinai: 15 giorni di stop

14/09/2007
    venerdì 14 settembre 2007

    Pagina 25- Primo Piano

    I DISTRIBUTORI ATTACCANO IL GOVERNO E ANNUNCIANO UNA NUOVA TORNATA DI SCIOPERI. ANCORA DA DECIDERE LE DATE

      La guerra dei benzinai: 15 giorni di stop

        Liberalizzazioni,
        la terza «lenzuolata»
        viene sommersa
        da 435 emendamenti

          PAOLO BARONI
          ROMA
          Riesplode lo scontro sulle liberalizzazioni. I benzinai attaccano il governo («fa il gioco di petrolieri e grande distribuzione») e proclamano 15 giorni di sciopero. Al Senato il terzo «pacchetto Bersani» (che interviene su banche, assicurazioni, carburanti, telefonia e nuove imprese) viene sommerso di emendamenti e il ministro per lo Sviluppo economico spara a zero innanzitutto sull’opposizione: «Vogliono abolire la lenzuolata annuale: mi cadono le braccia. Continuo a rimanere stupito per l’assenza nel centrodestra di ogni pur minima pressione liberale».

          Gli uffici di palazzo Madama non hanno ancora finito di stampare il maxi-fascicolo che raccoglie le 435 proposte di modifica al ddl già votato non senza patemi alla Camera, che i benzinai partono lancia in resta. Fegica, Figisc protestano per «la nuova violenta aggressione del governo» e annunciano già da ora che non accetteranno precettazioni. A loro giudizio tre emendamenti «ispirati dal governo» porterebbero tra l’altro all’azzeramento di qualsiasi regolamentazione sugli orari ed abolirebbero l’obbligo per i petrolieri di contrattare sindacalmente i prezzi delle forniture.

          «Messo in questi termini è uno sciopero contro il Parlamento – commenta Umberto Carpi, consigliere di Bersani per le questioni energetiche -. Credo sia la prima volta che accade». Più accomodante il relatore in Commissione Industria Egidio Banti (Ulivo): «Su richiesta del governo abbiamo solo cercato di rimuovere le norme che sono oggetto della procedura d’infrazione avviata dalla Ue, per il resto abbiamo accolto le osservazioni delle categorie. E comunque penso che con qualche subemendamento si possa rimediare alle ragioni della protesta». Palazzo Chigi, a sua volta, conferma la massima disponibilità al confronto, ma al tempo stesso definisce «unico» il lavoro svolto da Bersani. «Le liberalizzazioni sono una priorità del governo – spiega una fonte -. Sono ciò che gli italiani chiedono per avere minori costi».

          Anche sul fronte politico è bagarre. Antonio Paravia di An accusa la maggioranza di fare ostruzionismo: «Ben 209 emendamenti sono firmati dall’Unione». Bersani, dopo aver visto come il suo pacchetto era stato bersagliato da ambo i poli, protesta deciso: «È tutto un sopprimere, attenuare, ridurre, vanificare: per sintetizzare basterà citare un emendamento presentato da autorevoli esponenti di Forza Italia che prevede l’abrogazione della “lenzuolata” annuale sulle liberalizzazioni». Gli risponde il presidente della Commissione Industria, Aldo Scarabosio (Fi): «Una legge annuale non serve, e comunque volerla abolire non significa essere contro le liberalizzazioni». Per il ministro Ds, però, «l’impossibilità di trovare una corresponsabilità da parte dell’opposizione di misure così rilevanti per il paese è un problema molto serio». Per questo si augura «che ci sia un ripensamento».