La grande distribuzione perde spazio

20/05/2013

Il 2013 per la grande distribuzione si preannuncia come l`anno pi� difficile della sua storia Un anno che potrebbe terminare con molti segni meno. Il primo si vedr� tra non molto quando verranno comunicati i consuntivi 2012 di Federdistribuzione. �Nel 2011 la redditivit� del sistema food e non food era stata pari allo 0,1% del fatturato – dice Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione – nel 2012 la media del settore sar� in terreno negativo�. Un altro campanello d`allarme viene dai metri quadri di spazi di vendita di iper, supermercati, a libero servizio e discount. Lo scorso anno la crescita � stata modesta, del +0,7%, sfiorando cos� i17,3 milioni di metri quadri. Nel recente passato in un anno pre-recessione come, per esempio, il 2006 l`incremento era stato del +5,1%. �Non � azzardato ipotizzare che alla fine del 2013 ci sar� per `apri= volta una riduzione complessiva della rete di vendita della distribuzione moderna- sottolinea Nicola De Carne, responsabile analisi per la distribuzione di Nielsen -. E uno scenario coerente con il perdurare della crisi che incide sia sul rallentamento dello sviluppo di nuovi negozi, compresi i discount, sia sul numero di chiusure per il maggiore numero di negozi in difficolt�.
Per il secondo anno consecutivo il saldo tra chiusure e aperture resta negativo. Le saracinesche sono restate abbassate per poco meno di 40o esercizi nel 2012, per la precisione 396, contro le 475 del 2011. In termini di metri quadri di spazi di vendita nel 2012 c`� stato un trend positivo di 96mila metri ma con un rallentamento rispetto all`andamento dell`ultimo quinquennio. Negli ultimi dodici mesi poi il saldo, sempre secondo i dati Nielsen, dei punti vendita a libero servizio, piccoli esercizi spesso a gestione familiare, sono diminuiti di ben 519 unit� mentre il sistema ha perso 49 supermercati. �� l`effetto dell`attenzione dei consumatori al prezzo e della contrazione dei volumi di vendita – aggiunge De Carne -. Le possibilit� di sopravvivenza delle piccole strutture si fanno sempre pi� difficili e dai negozi tradizionali si stanno progressivamente estendendo ai piccoli supermarket aggrediti nei loro territori dai discount�.
Sono i discount a fare segnare un exploit, conben169 nuovi punti vendita, mentre per gli iper � quasi crescita zero: nel 2012 la rete � aumentata di solo 3 strutture. �Sono dati estremamente negativi, che confermano la recessione -incalza Cobolli Gigli -. Un altro segnale della difficolt� � il numero dei cambi di insegna, in continuo aumento�. Secondo i dati Nielsen ha cambiato insegna pi� del 10% dei negozi. Un cambio di casacca che ha coinvolto 3.662 store per quasi due milioni di metri quadri di spazi vendita. Se il numero dei negozi coinvolti cresce del 20% manca di poco il raddoppio il numero dei metri quadri interessati, che passa dai quasi 1,2 milioni del 2011 ai 1,9 dello scorso anno. �Le catene pi� grandi sacrificano le strutture meno produttive per ridurre i costi e recuperare efficienza� precisa De Carne. Un mercato in ristrutturazione che in alcune aree vede delle riorganizzazioni alla luce dell`attuale sovraccapacit� e che vedr� una concentrazione dei player. Altrove, come in Lombardia, la regioneha avviato la moratoria per i nuovi centri commerciali progetti che quasi sempre prevedono un ipermercato. C`� poi il nodo dei ritardi di pagamento, fattore che emerge dallo Studio pagamenti di Cribis. La Gdo si conferma fanalino di coda dell`intero universo del commercio al dettaglio. Sono puntuali solo il 19% delle aziende, mentre i ritardi medi superiori ai 3o giorni hanno raggiunto i122%, u punti in pi� del dato nazionale. Tra gli altri problemi il presidente di Federdistribuzione ricorda l`eccesso di burocrazia �un peso da 1,5 miliardi, aggravato dal fatto che ogni regione ha le sue regole� oltre alla necessit� di �continuare sulla strada della legalit�, della lotta all`evasione fiscale, delle liberalizzazioni e dellalibera apertura dei punti vendita, opportunit� che consente alle insegne di adattarsi ai mercati di riferimento�. Un quadro di pesante difficolt� in cui le catene cercano di reagire. C`� chi sposa nuovi modelli: �Ci concentriamo nell`area degli iper e dei supermarket – dice Albino Russo, responsabile dell`ufficio studi di Coop – orientando l`offerta nelle attivit� pi� performanti�. Da qui la scelta di abbandonare il comparto discount cedendo i supermarket D�co al Gruppo Tuo che quest`anno punta a raggiungere i 45o punti vendita dai circa i8o del 2012. Altri, come per esempio Conad, puntano all`espansione attraverso nuove aperture e acquisizioni. �Prevediamo di aggiungere 9omila metri quadri di spazi con ammodernamenti e acquisizioni investendo 240 milioni – dice Giuseppe Zuliani, direttore commerciale della cooperativa-. Siamo interessati a quanto ha appeal e un prezzo congruo alle condizioni di mercato�. Uno sviluppo basato su nuovi progetti � anche quello di Esselunga, che nel 2012 ha registrato vendite per 6,8 miliardi (+3,2% sul zon) e investimenti per 38o milioni. �Nei prossimi mesi saranno inaugurati due store a Milano e uno a Casale Monferrato fanno sapere dall`azienda -.Tra le iniziative in essere ci sono i punti vendita di Pratilia e Galluzzo, in Toscana, e di Roma, mentre sono gi� state individuate aree in Liguria e a Mantova�.