La grande distribuzione frena la marcia nel 2000

06/04/2001

venerdì 6 aprile 2001

Riccione (Ancc-Coop): riforma inapplicata da Regioni e Comuni

La grande distribuzione frena la marcia nel 2000

Vincenzo Chierchia

MILANO. La grande distribuzione continua a crescere, anche se stanno affiorando delle difficoltà sul piano dello sviluppo della rete di vendita, frena il ritmo delle nuone aperture.

E il presidente dell’Ancc-Coop, Giorgio Riccioni, al riguardo ha rilanciato in questi giorni l’allarme sui ritardi nell’attuazione della legge Bersani sulla riforma del commercio; ritrdi che stanno penalizzando le aziende italiane e quelle che operano nelle medie e grandi superfici. La Coop si prepara inoltre a una campagna a vasto raggio di sensibilizzazione delle amministrazioni locali, vista l’attuale fase di stallo dell’aggiornamento delle norme urbanistiche indispensabili per la predisposizione dei programmi di investimento da parte delle imprese, e per il rilascio delle autorizzazioni da parte delle amministrazioni locali.

Il ministero dell’Industria ha reso noti ieri i risultati dell’indagine annuale ufficiale che registra le strutture della distribuzione moderna al 1° gennaio del 2000. In particolare i supermercati sono passati da un totale di 5.892 nella rilevazione 1999 a 6.206 di quella 2000 con un incremento del 5,3%. In aumento, nello stesso periodo, anche il numero di addetti al settore che passano da 108.688 a 114.507 con una variazione del 5,4 per cento.

In crescita anche i grandi magazzini, che da 971 dell’indagine ’99 raggiungono quota 984 nel corso del 2000. In lieve flessione, invece, gli occupati nel comparto, che da 24.748 passano a 24.702 con un calo percentuale dello 0,2 per cento.

Dati positivi anche per gli ipermercati: il censimento totale segnala 251 grandi strutture nella rilevazione’99 e 304 in quella 2000 (+21,1%), con addetti in aumento da 40.431 a 52.178 (+29,1%). Da sottolineare che c’è stata qualche correzione di rotta nella classificazione delle grandi strutture di vendita. In lieve flessione, invece, i cash%carry, ossia le grandi strutture all’ingrosso di prodotti di largo consumo, in discesa a quota 277 unità contro le 283 dell’indagine ’99 (-2,1%)

Le stime sulla rete di vendita realizzate dalla società di ricerca Information resources (stime aggiornate a fine 2000) sottolineano che il numero complessivo dei supermerket si attesta a quota 7.006 cui si aggiungono 6.223 superette (piccoli supermarket di quartiere) e 2.164 hard discount.

Le stime di Information resources sottolineano inoltre che negli ultimi due anni la velocità di sviluppo della rete della distribuzione moderna ha subito dei colpi di freno, anche se la crescita della quota di mercato è sensibile e progressiva.

La quota degli ipermercati nella vendita di prodotti di largo consumo confezionati si attesta sul 14,3%, mentre quella dei supermercati è al 43,6 per cento. Le Superette sono al 12,8% e i negozi a libero servizio al 10,1 per cento. Gli hard discount si sono stabilizzati intorno al 6,5 per cento. I negozi tradizionali sono al 12,7 per cento.