La grande distribuzione conquista più poteri

29/10/2003

ItaliaOggi (Aziende e Affari)
Numero
256, pag. 14 del 29/10/2003
di Stefano Catellani


È quanto emerso dalla convention di Federalimentare svoltasi a Parma nell’ambito di Cibus Tec.

La grande distribuzione conquista più poteri

La grande distribuzione assume sempre più poteri. Il messaggio arriva da una convention dei giovani di Federalimentare, svoltasi alle Fiere di Parma nell’ambito della manifestazione Cibus Tec, e porta la firma di imprenditori del calibro di Stefano Tanzi (d.g. di Parmalat). ´Nei primi 7 mesi di quest’anno sono stati immessi sul mercato 30 mila nuovi prodotti alimentari’, ha detto Tanzi, ´ma più che un indice di vitalità imprenditoriale, sono la prova della confusione che sta vivendo il settore. Oggi per concorrenti non ci sono soltanto gli industriali, ma anche la grande distribuzione che sempre più spesso assume il ruolo di produttore’. Gli ha fatto eco Domenico Barili, presidente delle Fiere di Parma (e manager Parmalat), secondo cui ´la grande distribuzione ha già vinto. Stabilisce i prezzi e impone alle imprese addirittura come devono essere confezionati i prodotti. Ma attenzione: l’industria non può essere ulteriormente mortificata. Deve poter contare sulla linfa vitale che consente ricerche, innovazioni, conquiste dei mercati. Senza prodotti, la grande distribuzione non saprà più cosa vendere. È necessario che tutti lavorino per soddisfare le esigenze dei consumatori’.

E proprio sul nuovo (o meglio, diverso) consumatore, è stata presentata, in anteprima, una ricerca realizzata da Gianpaolo Fabris. ´Il nuovo consumatore italiano, sempre più competente, esigente, selettivo e pragmatico, considera il mangiare bene uno dei piaceri più importanti nella vita: il cibo deve essere buono ma salutare. È propenso a spendere ma vuole in cambio la qualità. Uomini e donne hanno sempre meno tempo e chiedono alla grande distribuzione, ma soprattutto all’industria alimentare, un sempre più alto livello di servizio. Ecco quindi che la grande distribuzione deve puntare sempre più sulla customer satisfaction’, ha spiegato Fabris. A questo proposito, il presidente gruppo giovani Federalimentare, Antonio Scarlino, ha auspicato una partnership lungo tutta la filiera alimentare fra produttori e distributori: ´Purtroppo mentre il mondo della grande distribuzione è rappresentato da colossi d’importanza internazionale, anche a seguito di sempre più frequenti fusioni tra gruppi, al contrario, l’industria alimentare italiana è costituita principalmente da una miriade di piccole aziende, il 90% delle quali non fattura più di 3 milioni di euro all’anno’. Mario Cifiello, direttore generale acquisti Coop Italia, ha sostenuto, tuttavia, che la conflittualità fra produttori e distributori si sta stemperando in una sempre maggiore flessibilità contrattuale nelle politiche di acquisto e di vendita. Marco Rosi, presidente Unione parmense degli industriali e presidente di Parmacotto, ha ribattuto che la negoziazione è ancora imbrigliata, che manca ancora una chiarezza di ruoli, e ha auspicato una maggiore trasparenza nella definizione dei prezzi.

Intervenendo al dibattito, Flavio Amadori, a.d. di Gesco Amadori, ha sottolineato il crescente successo che stanno ottenendo i prodotti alimentari freschi-pronti. Mentre Giorgio Santambrogio, direttore generale e marketing di Interdis, ha chiarito che la parola ´fidelizzazione’ riferita al consumatore è ormai obsoleta: è necessario parlare ormai di ´cliente che torna nel punto di vendita’ e attuare strumenti in grado di misurare il margine di contribuzione del singolo cliente, all’insegna di quella che si può definire ´fedeltà cognitiva’.