La gioia dei consumatori, la rabbia di Confindustria

16/11/2007
    venerdì 16 novembre 2007

      Pagina 2 – Economia

        La Finanziaria

        La gioia dei consumatori,
        la rabbia di Confindustria

          Via libera alla class action: viaggi truffa, illeciti finanziari, imbrogli ai clienti non resteranno impuniti

            di Laura Matteucci/ Milano

            TUTELE La soddisfazione del ministro Bersani, l’esultanza delle associazioni dei consumatori, che la aspettavano da almeno tre legislature. «L’accelerazione che il Senato ha dato alla norma sulla class action segnala che c’è una crescita di sensibilità sui processi di liberalizzazione che abbiamo attivato», dice il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, commentando il via libera all’articolo della Finanziaria che introduce l’azione collettiva dei consumatori.

            La nuova norma ne prevede l’attivazione per ottenere rimborsi legati a contratti con clausole prestampate, a pratiche commerciali illecite o a comportamenti anticoncorrenziali da parte di società. Dai farmaci pericolosi ai viaggi truffa, dagli illeciti finanziari ai danneggiamenti ambientali: sono molte le fattispecie interessate alla possibilità di attivare la class action.

            Misure specifiche sono previste per i contratti stipulati via telefono, oppure on-line: se collegato ad un messaggio pubblicitario ingannevole, il contratto viene annullato a tutti gli utenti.

            L’azione potrà partire dalle associazioni presenti nel Consiglio nazionale consumatori e utenti, ma la platea dei soggetti legittimati a ricorrere sarà anche più ampia, per consentire, ad esempio, cause collettive per eventuali danneggiamenti ambientali.

            L’avvio della causa ha subito effetti: interrompe le prescrizioni delle altre cause avviate dai consumatori, magari singolarmente. Sono quindi previsti vari passaggi. Il primo è la decisione del giudice, che dovrà stabilire se l’impresa va condannata, e fisserà le modalità per stabilire gli importi dovuti.

            Dalla causa collettiva si passa quindi ai rimborsi individuali: questo passaggio sarà gestito da una Camera di Conciliazione, costituita presso il tribunale che si occupa della causa. Parteciperanno i difensori di chi ha proposto l’azione e la società chiamata a rispondere. I cittadini possono anche ricorrere singolarmente, e decidere di proseguire l’azione giudiziaria.

            Un’ultima misura serve ad evitare che i costi ricadano sui consumatori. La parcella degli avvocati dei ricorrenti sarà pagata dalla società condannata, anche se solo parzialmente. L’importo dovuto non dovrà però superare il 10% del valore collettivo del risarcimento.

            L’Italia anticipa così la proposta di Bruxelles sulla class action che arriverà all’inizio del prossimo anno.

            Del tutto negativo è invece il commento di Confindustria, secondo cui il testo approvato rappresenta un atto grave di ostilità all’impresa: espone aziende e lavoratori a gravi rischi, con benefici risibili per i consumatori.

            I consumatori, però, la pensano diversamente: secondo Elio Lannutti (Adusbef) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori) la classs action «è uno strumento di grande serietà che dovrebbe essere appoggiato, invece di essere osteggiato dalle imprese più serie ed innovative, che vogliono rispettare le regole e stare sul mercato correttamente e che si possono rafforzare espungendo dal mercato i professionisti della frode».