La Gama ceduta al gruppo Copra

01/02/2006

    mercoledì 1 febbraio 2006

    Pagina Nazionale – Economia/Veneto

    La Gama ceduta al gruppo Copra

      Luca Ingegneri

        E’ durata venti mesi l’amministrazione straordinaria di Gama Ristorazione, la società veronese di catering, finita nel mirino della magistratura per il vorticoso giro di tangenti legate agli appalti delle mense. Nello studio del notaio padovano Giovanni Battista Todeschini è stato siglato l’atto di acquisizione da parte del gruppo Copra di Piacenza, colosso della ristorazione dall’alto dei suoi oltre 4.000 dipendenti e di un fatturato 2005 pari a 155 milioni di euro. Con quest’operazione il commissario straordinario di Gama Luigi Barbieri è riuscito ad assicurare il posto di lavoro ai 400 addetti, dislocati tra la sede amministrativa di San Giovanni Lupatoto e i centri cottura di Castelmella (Brescia), Cormons (Udine), Torino, Bologna e Osimo (Ancona). Gama Ristorazione era entrata in crisi nel 2003 in seguito ad una serie di operazioni finanziarie di dubbia utilità compiute dall’amministratore dell’epoca, il finanziere libanese Albert J.M. Abela. In quel periodo la società, che fatturava oltre 100 milioni di euro servendo 30 milioni di pasti l’anno, è precipitata in una profonda crisi finanziaria. Il 18 febbraio 2004 il Tribunale di Verona non ha potuto fare altro che dichiararne lo stato di insolvenza.

          Quattro mesi più tardi si è dato avvio alla procedura di amministrazione straordinaria, in base alla legge Prodi bis. Il commissario Barbieri ha dovuto fare i conti con uno stato passivo di 55 milioni di euro e con un’azienda che produceva una perdita mensile di 2,5 milioni di euro. E’ iniziata una paziente opera di risanamento che ha riportato i bilanci in pareggio alla fine del 2005. Durante le indagini della Guardia di Finanza sono emerse strane manovre di bilancio con distrazioni di ingenti somme di denaro. Fondi ottenuti dagli istituti di credito che sarebbero stati utilizzati per l’acquisizione di partecipazioni in società estere di catering, di quote di finanziarie e persino di una compagnia aerea di bandiera."Ci resta ora da portare a termine l’azione di recupero delle risorse illecitamente distolte – ha dichiarato Barbieri – abbiamo avviato a tal proposito una serie di azioni revocatorie e di iniziative giudiziarie sia in Italia che all’estero". Il commissario deve necessariamente recuperare le risorse necessarie a far fronte alle spettanze dei creditori, in particolare dipendenti, ancora in attesa del Tfr, e fornitori. Sono stati rintracciati beni immobili e partecipazioni societarie in Romania, Bulgaria, Emirati Arabi, Kazakistan e Kyrgizstan, per cifre ben superiori al passivo di Gama.

            Soddisfazione anche nelle parole del direttore generale di Copra Guido Molinaroli: "Manterremo il marchio Gama – ha assicurato – e lo rilanceremo con una campagna promozionale rivolta ai consumatori. Lo veicoleremo anche attraverso le attività sportive di cui siamo sostenitori. Con l’acquisizione della società estenderemo il nostro raggio d’azione in zone del paese in cui non eravamo presenti".