La Gabetti fa da apripista tra i consulenti immobilia

25/05/2004


      sezione: ITALIA LAVORO
      data: 2004-05-25 – pag: 23
      autore: LAURA DI PILLO
      La Gabetti fa da apripista tra i consulenti immobiliari
      MILANO • Un’intesa per favorire l’ingresso e la formazione dei giovani alla professione di consulente immobiliare. All’insegna della flessibilità prevista dalla legge Biagi. Gabetti, con le organizzazioni sindacali dei lavoratori atipici di Nidil-Cgil e Filcams-Cgil hanno firmato il primo accordo-quadro nel settore immobiliare per la regolamentazione dei rapporti di collaborazione autonomi. Intesa importante — spiegano le parti — perché consentirà ai giovani che entrano nel settore, un processo formativo e maggiori tutele attraverso contratti di collaborazione coordinata e continuativa a progetto. Finora, infatti, l’inserimento avveniva soprattutto attraverso rapporti di lavoro autonomo «L’accordo per ora riguarda l’area di Roma — spiega Alessandro Peri responsabile del personale Gabetti (600 dipendenti in Italia e 250 collaboratori autonomi con partita Iva) — dove c’è un forte turnover e facciamo maggiore fatica a far incrociare domanda e offerta e di fatto le forme contrattuali di lavoro autonomo non riescono a sfondare. Ma posso dire che stiamo lavorando per estenderlo al più presto a tutto il Paese». I nuovi contratti avranno durata di 12 mesi e prevedono una fase di formazione in aula, agenzia e successivamente una legata alle attività di acquisizione degli immobili. «Prepariamo i giovani ad essere consulenti immobiliari — conferma Peri — e alla scadenza del contratto potranno decidere l’ingresso all’interno della nostra organizzazione o di proseguire nell’attività di consulenza». Chi entra potrà contare su un salario fisso di 600 euro più le provvigioni previste. «In un anno — conferma Peri — se si lavora bene si percepiscono 20-25mila euro. E abbiamo già siglato a Roma 15 contratti, un dato positivo che rivela l’interesse per la nuova formula contrattuale che proporremo anche agli attuali collaboratori autonomi». Per il sindacato si tratta di un passo avanti importante. «L’accordo è stato siglato per alcune figure professionali che finora avevano solo l’opzione del lavoro autonomo con partita Iva — spiega Sabina di Marco di Nidil-Cgil —. Adesso sono previste maggiori tutele e garanzie, in caso di infortuni, maternità, e previdenza con contribuzione alla gestione separata dell’Inps. Siamo in una fase sperimentale e la strada che percorriamo è quella di una maggiore stabilizzazione del lavoro, nonostante la legge Biagi, rispetto alla quale abbiamo concordato miglioramenti». Questione centrale resta la professionalizzazione dei neoassunti. «È un punto sul quale abbiamo lavorato d’accordo con l’impresa — conclude Sabina Di Marco — e chiediamo che la Gabetti dia ai neoassunti la certificazione di un percorso formativo e di lavoro svolto».