La Fnac ora ha perso la bussola

26/09/2012

La Fnac le sta provando proprio tutte per resistere all`inesorabile crisi che la colpisce. Oltre ad aprire continuamente nuovi magazzini, la catena francese, che storicamente vende libri, televisori, cd e dvd, adesso si è buttata nel mercato degli elettrodomestici e perfino degli aspirapolvere. Ma il suo destino è segnato, perché il gruppo Ppr (famiglia Pinault) che la possiede, ha deciso da tempo di metterla in vendita. Non subito, per il semplice fatto che non si trova un acquirente, ma appena possibile.
L`imprenditore Frangois Pinault ha deciso di concentrare le forze sui marchi della moda e del lusso, che continuano a macinare profitti, alleggerendosi dei settori che invece non tirano più. Il declino di Fnac sta tutto nei numeri. Anche se la flessione è inferiore a quella dei suoi concorrenti, la catena transalpina ha visto l`anno scorso le vendite scendere del 3,2% a 4,2 miliardi di euro. L`utile s`è dimezzato a 102 milioni. Gli affari all`estero vanno peggio che in Francia e Fnac aveva puntato molto su Spagna e Portogallo, che ora sono in ginocchio. Eppure questi mercati non saranno abbandonati a differenza dell`Italia, dove gli otto negozi saranno ceduti, sempre che si trovino compratori, oppure chiusi. Alexandre Bompard, presidente e amministratore delegato di Fnac, è deciso a incrementare le aperture fino al 2015. Così piccoli punti vendita sorgono nelle stazioni e negli aeroporti, negozi di formato medio a Barcellona o Casablanca e quelli più estesi a Tolosa o Madrid. Ma, soprattutto, è stato inaugurato un grande magazzino a Parigi, che è considerato un importante esperimento. A distinguersi è il reparto casa dove si trovano aspirapolvere, frullatori, piatti e bicchieri. Tutti di alta qualità. Poi c`è l`universo bambini. Ed è cambiato anche l`atteggiamento dei commessi, che ora vanno incontro al cliente con una tavoletta digitale in mano. Molto americano. Ci si può informare ed è possibile prenotare quello che non è ancora sugli scaffali. Bompard sottolinea che il modello Fnac si trova a fare i conti con il boom degli specialisti di internet e con il cattivo andamento dei settori sui quali la catena è posizionata.
In un contesto problematico, le vendite sono scese di un solo punto percentuale rispetto al primo trimestre, grazie soprattutto alle quote di mercato conquistate. Ma la tendenza di fondo rimane negativa e Fnac è passata alle contromisure, con il taglio di circa 500 addetti sui 17 mila complessivi e l`avvio di trattative per abbassare i canoni di affitto nei centri commerciali. E mentre si cerca di giocare la carta Kobo, il lettore per e-book venduto grazie a un accordo con l`azienda giapponese Rakuten, Bompard insiste sulla strategia multicanale: il cliente deve avere a disposizione negozi, sito internet e terminali mobili per fare shopping. Pinault, se vuole vendere Fnac a prezzi ragionevoli, deve mettere in vetrina un`insegna ancora appetibile.