La Fiom ora rischia l’isolamento prova del fuoco tra 10 giorni in piazza

07/10/2010

— La prova del fuoco sarà sabato 16 ottobre. Quel giorno i metalmeccanici della Cgil manifesteranno a Roma contro l’accordo separato di Pomigliano e la linea scelta dall’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. Quel giorno si capirà se e in che modo la Fiom sarà capace di prendere le distanze da coloro che danno l’assalto alle sedi della Cisl e magari la rivendicano come azione esemplare: è il caso, ad esempio, di Andrea Alzetta, detto Tarzan, consigliere comunale a Roma che ha definito «un’azione comunicativa e goliardica» il lancio di uova e vernice contro gli uffici del sindacato di Bonanni. Il problema è che di Alzetta in Italia ce n’è più d’uno. E che le loro iniziative «comunicative e goliardiche » rischiano di mettere nell’angolo la Fiom più di tanti accordi separati. Già ieri pomeriggio, con le prime notizie su quanto accaduto a Roma e a Merate, le telefonate tra le sedi Fiom e Cgil si sono fatte sempre più calde. Quella divisione di linea che non si era manifestata nemmeno nei momenti più duri dello scontro con la Fiat ha cominciato a presentarsi oggi, tornando ad allargare il solco che ha spesso ha separato la confederazione e i metalmeccanici. Un’occhiuta strategia, quella degli assalti, per far saltare le prove di dialogo tra Cgil e Confindustria? «Fesserie – rispondono in Fiom – altro che uova intelligenti, il problema è che quelle uova sono davvero stupide». E come si sa, lo stupido è spesso più difficile da controllare. E’ un fatto che l’isolamento è oggi il pericolo più forte. Nel pomeriggio di ieri la Cgil ha annunciato alle agenzie che lunedì sarebbe in programma una riunione congiunta con la segreteria della Fiom per discutere proprio degli assalti alle sedi Cisl. L’annuncio ha irritato gli uomini di Landini: «La riunione alla Cgil era stata chiesta da noi tre giorni fa – dicono in corso Trieste – e non ci piace apprendere dalle agenzie i cambiamenti nell’ordine del giorno». Così lunedì l’incontro sarà un faccia a faccia tra i due segretari generali.
Il fatto è che il gruppo dirigente dei metalmeccanici Cgil si trova nella delicata situazione di dover combattere contemporaneamente contro i tentativi di separarlo dalla Cgil, che vengono dalle controparti e dallo stesso governo, e contro una vera e propria opa lanciata in queste settimane dai movimenti antagonisti. A quell’opa una parte della minoranza Fiom presta il fianco in modo più o meno consapevole. Clamoroso il caso di Giorgio Cremaschi, escluso dalla segreteria al recente congresso nazionale, che ieri sera ha partecipato a un dibattito a Torino con il centro sociale Askatasuna. Proprio quel centro sociale che ha rivendicato la contestazione a Bonanni alla festa nazionale del Pd quando un fumogeno colpì il segretario generale della Cisl. Quanto quell’opa possa riuscire lo si capirà solo alla manifestazione del 16 ottobre quando la Fiom sarà chiamata a misurare la sua capacità di prendere le distanze dalla parte del corteo che rivendicherà le azioni di questi giorni contro gli altri sindacati. Questo spiega anche perché ieri pomeriggio Maurizio Landini ha preso una posizione particolarmente dura contro «atti di intolleranza inaccettabili contro le sedi della Cisl» avvertendo che «chi non condivide la pratica democratica si pone al di fuori della piattaforma della manifestazione del 16 ottobre a Roma». Nei prossimi giorni si capirà se Guglielmo Epifani giudicherà sufficienti le garanzie offerte dalla Fiom per consentirgli di intervenire al corteo del 16.