La FIOM non può diventare un corpo estraneo alla CGIL

09/03/2010

«Quanto ancora è tollerabile una Fiom in netta opposizione alla Cgil? Dove vuole andare la maggioranza del sindacato? Perché di questo passo, alla lunga, si porrà il problema di capire a quali condizioni la Fiom può ancora stare dentro la Cgil. Prima o poi questo precario equilibrio corre il rischio di spezzarsi ».
Sono riflessioni e parole dure quelle di Fausto Durante, che delle tute blu di Corso Italia è segretario nazionale. Arrivano a poco più di un mese dal congresso dei metalmeccanici (14-16 aprile), un appuntamento che servirà anche ad eleggere il successore di Gianni Rinaldini.
Durante, in vista del congresso Cgil ha sostenuto la mozione di Epifani mentre Rinaldini e altri si sono opposti con una mozione alternativa che ha riscosso successo solo nella Fiom. Alla luce diquesto risultato cosa si auspica dal vostro congresso?
«Che la Fiom sia in grado di fare un passo in avanti, che in autonomia riconosca e trovi una collocazione in linea con la Cgil. Perché dal 2004 ad oggi nel nostro sindacato ha sempre prevalso un’anomalia: siamo la più grande categoria industriale della Cgil ma siamo in distonia con la Confederazione. Io credo che il tema del nostro congresso sia questo: come rientrare nella politica generale della Cgil».
La mozione minoritaria sostenuta da Rinaldini in Cgil ha perso il confronto con quella di Epifani,ma havinto dentro la Fiom. Come non tenerne conto?
«E come non tenere conto dell’83 per cento dei consensi che ha ottenuto la mozione sostenuta dal segretario Epifani? È un problema che va tenuto in conto. Noi (Durante aderisce al documento Epifani) siamo cresciuti dentro la Fiom, passando dal 18 al 27 per cento. Rappresentiamo la maggioranza in 35-40 strutture territoriali su 120. Siamo un nucleo che si consolida sempre di più. Per questo dico che il congresso deve diventare l’occasione per costruire una nuova geografia interna al sindacato, isolando le ali estreme».
A proposito: il favorito alla successione di Rinaldini è Maurizio Landini. Ora però è spuntata l’autocandidatura di Giorgio Cremaschi, che dice: «Se Fiom vuole restare in forte opposizione nella Cgil io sono il candidato ideale». «È proprio questo il punto. La Fiom può restare ancora in netta opposizione alla Cgil? È questo il suo ruolo o deve trovare un equilibrio con la confederazione? Il rischio è di isolarsi sempre di più e diventare un corpo estraneo. Interroghiamoci invece su come fare un passo in avanti e trovare l’equilibrio. Spero che il congresso sia la prima tappa di questo percorso di riavvicinamento, in discontinuità con il recente passato».