La Fiom continua A dire no All’ accordo

15/06/2010

Maurizio Landini, segretario generale Fiom, legge il dispositivo finale del Comitato centrale, che sarà approvato all’unanimità, subito dopo l’intervento di Andrea Amendola, segretario Fiom di Pomigliano. Con il suo invito a “resistere ”, a cogliere “la valenza generale” dell’attacco Fiat e del governo e con la sua fiducia nei lavoratori di Pomigliano “che ci chiedono di non firmare anche se poi, chiamati a scegliere tra vivere o morire, sceglieranno logicamente di vivere”, ha rappresentato pienamente il senso di questa giornata e il prolungato applauso che riceve lo dimostra. La Fiom sceglie di resistere, dunque, perché ritiene che solo in questo modo possa esistere e Landini spiega che le “condizioni poste dalla Fiat – straordinari a 120 ore, da fare anche in pausa, pausa ridotta da 40 a 30 minuti, deroghe al contratto e alle leggi, sanzioni per chi sciopero, indisponibilità a pagare la malattia nei primi 3 giorni – sono inaccetta bili”. Per questo il referendum previsto da Fim e Uilm, e supportato dall’azienda, non è proponibile “perché riguarda diritti che non sono disponibili” in quanto sanciti da leggi e Costituzione. Ma, allo stesso tempo, la Fiom non ci sta a passare per la responsabile della chiusura dello stabilimento campano e quindi esplicita le proprie “condizioni”, quelle su cui è disposta a chiudere. La Fiom accetta i 18 turni e lo straordinario di 40 ore che “permetterebbero a Fiat di produrre le 280 mila Panda che costituiscono l’obiettivo del gruppo”. “Si tratta di elementi del Contratto nazionale – spiega ancora Landini – e quindi se la Fiat lo vuole applicare in questo modo la Fiom darà l’ok”. Si tratta di “disponibilità” mai concesse prima dall’organizzazione dei metalmeccanici – “a Melfi ci siamo opposti ai 18 turni e lì se ne fanno 17” – che apre quindi su maggiore efficienza e flessibilità e su una nuova organizzazione della produzione. L’apertura rappresenta il passaggio su cui la minoranza interna, che sta con Epifani nella confederazione, converge e decide di sostenere la prova di orgoglio della Fiom che esce dal suo vertice con un voto unanime.
Contemporaneamente la Fiom predispone un pacchetto di iniziative per estendere il caso Pomigliano a tutto il gruppo Fiat – cercando quindi di influire sull’azienda – e a tutto il comparto metalmeccanico. E così lo sciopero generale della Cgil, previsto il 25 giugno, tra i metalmeccanici durerà 8 ore invece di 4 mentre nel giro di una o due settimana si terrà un’assemblea nazionale dei delegati Fiat proprio a Pomigliano. Il Comitato centrale si è tenuto dopo un fine settimana di fuoco per la Fiom, messa sul banco degli imputati da governo, Confindustria, da Cisl e Uil e anche da una parte del Pd, come Chiamparino. E ieri anche la Cgil ha cercato di intervenire con un incontro a quattr’occhi chiesto da Epifani a Landini nel quale il segretario generale ha sondato le possibilità di ammorbidimento della Fiom. Registrando una certa nettezza di posizioni ma anche apprezzando le disponibilità che poi saranno registrate nel documento finale. Il voto favorevole degli "epifaniani" lo dimostra anche se c’è chi teme che il consenso di Durante sia “a scadenza”. Resta il fatto che dopo l’intervento di Epifani alla festa della Cisl, in cui proponeva uno sblocco della vertenza, ieri la segreteria Cgil ha diramato un comunicato per porre l’accento sul fatto che la proposta Fiat «può violare la legge, in particolare su sciopero e malattia» e chiedendo all’azienda «una riflessione». Un comunicato apprezzato dalla Fiom e che, probabilmente, tiene aperta ancora un po’ la trattativa. Oggi Fiat ha convocato i sindacati che hanno aderito alla sua proposta più la Fiom come “osser vatore”. La palla passa all’azienda torinese.