La Fiom chiama in piazza l’Italia del lavoro e dei diritti

14/10/2010

«Sarà una grandissima manifestazione, che vuole essere partecipata, democratica, pacifica, non violenta. Per contrastare le politiche del governo e la pratica degli accordi separati, serve una nuova fase», dice il segretario della Fiom Maurizio Landini. Diritti, democrazia, legalità, lavoro e contratto: sono queste le parole chiave della manifestazione nazionale che i metalmeccanici della Cgil hanno organizzato per sabato prossimo a Roma, con lo slogan «Sì ai diritti, no ai ricatti. Il lavoro è un bene comune». Landini ribadisce ancora una volta «la più netta contrarietà a tutti gli episodi di intolleranza sbagliati e inaccettabili di questi giorni, che contrastano con le regole democratiche del nostro Paese». «L’accettazione e la condivisione di questo punto di vista è il discrimine per partecipare. Chi non si riconosce in questi valori si mette fuori e contro la manifestazione – continua Landini -Non permettiamo a nessuno di poter oscurare una giornata così importante», aggiungendo che «se c’è qualcuno che ha intenzioni diverse, sappia che non è quella la manifestazione a cui deve partecipare». Parole cui fanno eco quelle del leader Cgil, Guglielmo Epifani: «Se succedesse qualcosa sarebbe una giornata persa per far valere le nostre ragioni». Conun nuovo invito, dopo le ultime uova contro le sedi Cisl e Uil di Terni e Teramo, ad abbassare i toni: «Non si può portare anche solo verbalmente la violenza nelle sedi sindacali perché queste non sono del segretario di turno, ma delle persone e delle generazioni che le compongono. Sono presidi di libertà». Interviene anche il ministro Sacconi: «È nell’interesse di tutti, a partire dagli organizzatori che la manifestazione si svolga tranquillamente», dice chiedendo «un’attenta gestione». OBIETTIVI COMUNI Scartata anche l’ipotesi che Epifani venga contestato nel corso del suo intervento conclusivo in piazza San Giovanni: «Èuna manifestazione della Fiom e della Cgil – ricorda Landini – contro gli accordi separati, contro la derogabilità del contratto nazionale, il ddl lavoro e il piano triennale del ministro Sacconi, che prevede di cambiare lo statuto dei lavoratori. C’è un obiettivo comune della Fiom e della Cgil per cambiare la situazione». Landini comunque chiede ancora una volta lo sciopero generale: «Dopo il 16 e oltre alla manifestazione già programmata dalla Cgil per il 27 novembre, è necessario mettere in campo anche ulteriori iniziative di mobilitazione », dice. Sui numeri Landini e Francesca Re David, responsabile dell’organizzazione, sottolineano che «ci saranno livelli di partecipazione superiori ad ogni altra manifestazione fatta a Roma », grazie anche ai sette treni speciali ai 700 pullman in partenza da tutta Italia. Due i cortei, da piazzale Ostiense e da piazza della Repubbli ca, in partenza nel pomeriggio per confluire in piazza San Giovanni. Continua Landini: «Vogliamo uscire dalla crisi modificando il modello di sviluppo che l’ha prodotta. Non si può oscurare la scelta di procedere sempre con accordi separati: tutto è cominciato dalla riforma del modello contrattuale, fino alla cancellazione del contratto nazionale». E questo «si realizza impedendo ai lavoratori di contare e decidere – continua – è un fatto grave, è uno strappo democratico inaccettabile». Moltissime le adesioni, da parte di singoli, partiti e movimenti dell’opposizione politica e sociale, alla manifestazione che sarà anche ecologica: niente camion e mezzi inquinanti, il palco sarà alimentato da energie alternative. Quanto al Pd, «non aderisce in quanto partito», precisa una nota, ma «saranno presenti dirigenti e militanti»