La Fiom a Fiat: torni a trattare Bonanni dice «no» a Camusso

18/01/2011

Sulle rappresentanze in fabbrica rottura tra Cgil e Cisl
ROMA— Respinta al mittente. E’ stata già bocciata la proposta sulla rappresentanza sindacale, avanzata ieri pomeriggio dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a Cisl e Uil, dopo il referendum di Mirafiori che ha ratificato l’accordo con la Fiat (non firmato da Fiom Cgil). Una lettera che arriva all’indomani del referendum di Mirafiori e nel giorno in cui Maurizio Landini, segretario della Fiom punta alla riapertura del negoziato: «Spero la Fiat sappia cogliere la richiesta che noi formalmente avanziamo di riaprire il tavolo di trattativa» . Come dire: il punto sarà la modalità di «rientro» nella fabbrica dopo la vittoria dei «sì» . Informale la risposta della Uil alla lettera di Camusso, netto il giudizio della Cisl, di cui si è riunita la segreteria, guidata da Raffaele Bonanni: «La proposta della Cgil su Democrazia e Rappresentanza— si legge nella nota ufficiale, diramata in serata da via Po— sembra più mirata alla soluzione di un problema interno di organizzazione che a trovare una base proficua per un accordo interconfederale, di cui la Cisl conferma la opportunità ed urgenza» . Un riferimento chiaro ai contrasti tra Cgil e Fiom. Ma cosa proponeva Camusso? Ecco il testo della lettera partita da corso d’Italia e inviata, per conoscenza, anche a Confindustria: «Cari Luigi (Angeletti, segretario Uil, ndr) e Raffaele, sabato nel Comitato Direttivo, la Cgil ha approvato una proposta sui temi della Rappresentanza e della Democrazia. Come potete vedere l’ipotesi che vi sottoponiamo (allegata alla lettera, ndr) integra quanto discusso nel 2008, con una proposta sul mandato il cui scopo fondamentale è favorire soluzioni unitarie e non rotture. Certa di un vostro interesse vi proporrei un incontro, se preferite delle Segreterie, per discuterne insieme» . Il documento cui il segretario della Cgil si riferisce è l’ultimo firmato unitariamente dai tre sindacati, cioè «Le linee di riforma della struttura di contrattazione» del luglio 2008 che furono alla base della relativa trattativa e che, come si ricorda, culminarono in un accordo che la Cgil non firmò. Camusso riparte da lì per ricucire il rapporto con gli altri due sindacati, all’indomani della sconfitta a Mirafiori, sostenendo di voler «integrare» quel documento. Ma gli altri due sindacati non ci stanno, ritenendo che la Cgil voglia «stravolgere» quel testo e non integrarlo. «Perché mai dovremmo rivedere quanto avevamo condiviso nel 2008— chiede il sindacato di Luigi Angeletti —? Quel testo la Cgil lo pubblica ancora oggi sul suo sito» . Più puntuale la replica della Cisl: «Il punto dirimente — scrive la segreteria— è che la Cgil, per legittimare una pratica abnorme di referendum tra quelli di "mandato"per firmare gli accordi e quelli di "abrogazione", propone di stravolgere, con percentuali più alte, il criterio universale della maggioranza fondata sul 50%+1 per rendere valida la firma di un accordo sindacale come già previsto, da tempo, per il settore pubblico» . Fuori dal sindacalese, i due documenti differiscono perché, secondo la Cisl, mentre quello unitario del 2008 ipotizza il ricorso del referendum solo «dopo» la firma dei sindacati, quindi dopo la loro assunzione di responsabilità, richiedendo per l’approvazione la maggioranza semplice, l’ipotesi attuale della Cgil prevederebbe due consultazioni. La prima, preventiva, si realizzerebbe quando i sindacati, non trovando un accordo tra loro che determini un consenso superiore alla semplice maggioranza, si rivolgono ai lavoratori. La seconda abrogativa, da parte del sindacato che non ha firmato l’accordo. «E’ difficile— commenta la segreteria di Bonanni— immaginare una regola più astrusa, efficace solo per incoraggiare estremismi ed irresponsabilità!» . Sempre per la Cisl, la proposta della Cgil «stravolge l’equilibrio» del documento Cgil, Cisl e Uil, «unica base per una intesa rapida e costruttiva» . Dialogo finito? L’invio, anche solo per conoscenza, alla Confindustria della lettera, da parte di Camusso, segnala la volontà del segretario di giocarsi la carta del suo rapporto con il leader della Confindustria, Emma Marcegaglia. Le due signore s’incontreranno oggi a Milano per la presentazione di un libro. Ieri intanto Camusso ha riunito la Consulta giuridica, cioè il collegio legale del sindacato, per vagliare ipotesi di ricorso contro l’accordo di Mirafiori che Camusso ha già ventilato domenica in un’intervista. La Uilm, tra i firmatari dell’intesa, ritiene invece il capitolo chiuso e si dice pronta al passaggio successivo: una newco per Mirafiori. «Fim e Uilm si fermino — ha risposto il numero uno della Fiom, Maurizio Landini — non hanno il consenso delle persone che lavorano, neanche dei loro iscritti» . Antonella Baccaro