La Finpart mette in vendita Frette e il marchio Maska

16/05/2003




              Venerdí 16 Maggio 2003
              La Finpart mette in vendita Frette e il marchio Maska


              MILANO – Il nuovo management della Finpart sta pensando di cedere anche il marchio Maska. L’indiscrezione è trapelata dopo l’assemblea della società. Non solo, ma nel caso in cui non dovesse andare in porto la cessione di Frette, il noto marchio storico attivo nella biancheria per la casa, la società potrebbe approdare in Borsa attraverso un’operazione di spin-off. Ieri, comunque, è arrivato il sì dai soci di Finpart al bilancio 2002 e al nuovo cda ampliato da 7 a 11 componenti. Il consiglio – si legge in una nota – è composto da Ubaldo Livolsi, Paola Del Curto, Gianluigi Facchini, Silvano Storer, Yousef Abdelmaula, Michele Carpaneda, Felice Colombo, Rinaldo Lascialfare, Marco Lori, Roberto Rossi e Oliver Sthael.
              Quanto al bilancio, l’assemblea della holding della moda ha deliberato la copertura della perdita di 1,1 milioni di euro tramite l’utilizzo del fondo sovrapprezzo azioni. Dopo essersi insediato da pochi giorni alla presidenza del gruppo di moda Finpart, Ubaldo Livolsi riapre il dossier per la cessione del marchio Frette a suo tempo congelata dal presidente uscente Gianluigi Facchini. Livolsi ha ammesso che «ci sono contatti per procedere all’eventuale dismissione.
              È sempre stato detto che Frette è considerato un business importante di Finpart – aveva detto in precedenza Livolsi – e che a determinate condizioni può essere dismesso».
              Ai giornalisti che gli chiedevano una conferma di un incarico di advisor per la cessione di Frette alla Abaxbank, il presidente di Finpart ha risposto «non lo posso dire». Livolsi ha tra l’altro ricordato che il gruppo di moda ha presentato ieri i risultati trimestrali definendoli «molto buoni». «Nonostante la situazione internazionale, per quanto riguarda lusso e moda – ha detto il banchiere – Finpart ha mostrato incrementi notevoli sia sul versante delle vendite, sia su quello dei risultati, che dimostrano come il piano di contenimento dei costi stia funzionando». Livolsi ha anche confermato che per Olcese, che vede tra i principali azionisti la stesso Finpart, è allo studio un’ipotesi di dismissione degli immobili. «Gli immobili non sono certamente strumentali allo sviluppo del business – ha detto Livolsi a margine di un convegno alla Bocconi – possono essere tranquillamente dismessi». Un’operazione che, vista la possibile «riduzione dell’indebitamento, è sicuramente da ipotizzare», ha precisato. «Sul piano industriale stiamo lavorando a un aumento di capitale, fino a 50 milioni di euro – ha aggiunto Livolsi – e stiamo discutendo per l’ingresso di fondi di private equity, nonché di imprenditori, quindi industriali. Le banche creditrici – ha aggiunto – potrebbero essere coinvolte in un piano di ristrutturazione del debito stesso».
              V.D.G.