La Finanziaria passa in aula, l´opposizione se ne va

28/10/2002




            (Del 27/10/2002 Sezione: Economia Pag. 19)
            VIA LIBERA IN COMMISSIONE. LE ULTIME MODIFICHE COL MAXIEMENDAMENTO DEL GOVERNO.
            GIOVEDÌ IL DIBATTITO PER I DEPUTATI, APPROVAZIONE PREVISTA IL 4 NOVEMBRE
            La Finanziaria passa in aula, l´opposizione se ne va
            Protesta per la blindatura. Vegas: non serve un intervento aggiuntivo

            ROMA
            Il governo stringe sulla Finanziaria che proprio in questa settimana conoscerà la

            sue ultime limature. Ieri è stata congedata dalla commissione Bilancio della Camera,
            martedì affronterà l´esame delle parti sociali, mercoledì o giovedì è atteso il
            maxiemendamento in cui il governo farà confluire le sue modifiche. Un lavoro serrato
            e «definitivo», nel senso che non ci sarà alcuna manovra bis a metà anno, stando a
            una dichiarazione del sottosegretario Vegas che riprende l´auspicio espresso due
            giorni fa dallo stesso Berlusconi: «La Finanziaria è nelle condizioni di rispettare gli
            obiettivi europei – ha detto Vegas – e non avrà bisogno di un intervento aggiuntivo,
            la cosa importante è che la maggioranza ha accettato la linea del governo e che per
            la prima volta non ci sono state le vecchie pratiche localistiche da parte dei parlamentari,
            pressati da richieste particolaristiche». La spedita marcia di questa manovra ha però
            conosciuto ieri un grave atto di protesta da parte delle opposizioni che hanno abbandonato
            i lavori della Commissione, perché ritenuti politicamente «inutili e improduttivi».
            La legge approderà comunque al voto il 4 novembre, secondo un impianto non stravolto.

            Le principali novità introdotte sono ormai note: l´abolizione del divieto di cumulo fra redditi
            da lavoro e redditi da pensione, a patto che il lavoratore abbia raggiunto i 58 anni di età e
            maturato 37 anni di contributi; la proroga degli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni edilizie al 30
            giugno 2003; l’introduzione di una tassa sul porno; la riduzione del ticket sulle cure termali
            da 70 a 50 euro; e la deroga al blocco delle assunzioni anche per il personale dei Beni culturali,
            più – ovviamente – la modifica dello sgravio Irpef causata dall’«incidente» di percorso
            dell’emendamento di An che verrà probabilmente rettificato. Le ultime modifiche – si diceva -
            dovrebbero apparire nel maximendamento che il governo appronterà nella fatidica giornata
            di martedì 29, quando ci sarà l´incontro con le parti sociali e l´esame delle norme sulla finanza
            locale. In quella sede «Confindustria andrà a verificare se le sue sollecitazioni avranno trovato
            accoglienza». E´ stato lo stesso presidente Antonio D´Amato a ricordarlo, sottolineando
            come le critiche della sua organizzazione vadano nel senso di una «forte correzione di rotta
            per quanto riguarda le politiche per il Mezzogiorno», in linea peraltro con le istanze del sindacato.
            Per D’Amato, nel Mezzogiorno si deve lavorare potendo contare non solo sulla certezza delle
            risorse, ma anche degli strumenti di politica industriale, «perché lo sviluppo del Sud si fa
            portando investimenti dal mondo nel Mezzogiorno. È per questa ragione – ha detto – che andare
            a cambiare in corso d’opera, a pochi anni dalla scadenza dell’agenda 2000/2006, le politiche di
            incentivazione è una decisione che crea confusione in chi già investe e più incertezza in chi non
            investe ancora e dobbiamo portare nel Sud». Sempre il 29 ci sarà anche una riunione, più
            «tecnica» al ministero dell’Economia, per definire le questioni aperte sulla fiscalità e i t
            rasferimenti agli enti locali. Il sottosegretario Giuseppe Vegas ha spiegato in Commissione
            che la proposta del governo agli enti locali potrebbe riguardare l’eliminazione del tetto di spesa
            per l’acquisto di beni e servizi. Si tratta di un vincolo che agisce attualmente nella Finanziaria
            accanto a quello per il contenimento del disavanzo degli enti locali, ma che è stato contestato
            da Regioni e Comuni, che vi leggono una limitazione alla loro libertà di scelta in materia di spesa.
            Altri temi ancora sub judice verranno poi affrontati direttamente in aula, tra questi le risorse per
            la scuola e i fondi per gli insegnanti di sostegno e l’eventuale trasformazione del concordato in
            condono. Quanto alla protesta dell´opposizione che ha abbandonato i lavori della commissione
            Bilancio prima delle dichiarazioni di voto, Gianfranco Morgando (Margherita) ha spiegato che la
            loro posizione «sarà argomentata con due relazioni di minoranza. Si è iniziato tardi – ha detto –
            si è discusso senza avere indicazioni sulla linea del governo con continui rinvii all’Aula. Siamo
            stati impossibilitati a lavorare come parlamentari. Contrariamente a quanto accaduto negli scorsi
            anni la Commissione non ha potuto prendere alcuna decisione. Il governo non sapeva cosa fare
            e ha rinviato tutto al maxiemendamento».

            Raffaello Masci