La Finanziaria lievita a 43 miliardi

21/09/2004


           
           
           
           
          Numero 226, pag. 2
          del 21/9/2004
          di Giampiero Di Santo
           
          La Finanziaria lievita a 43 miliardi
          Continuano i vertici all’interno del governo alla vigilia della presentazione alle parti sociali.
          Sul piatto i contributi per i pc e un bonus per il primo figlio
           
          Siniscalco lancia la volata per la Finanziaria 2005. Il ministro dell’economia, che domani illustrerà la manovra per l’anno prossimo a regioni ed enti locali, sindacati e imprenditori, ieri ha incontrato i sui colleghi dell’innovazione, delle politiche agricole e degli affari regionali, Lucio Stanca Gianni Alemanno ed Enrico La Loggia.

          Tre colloqui che hanno avvicinato la conclusione della trattativa interna al governo sul tetto del 2% di crescita della spesa corrente, vero cardine della manovra 2005 che dovrà ridurre il rapporto tra deficit e pil dal 4,4% tendenziale al 2,8%. Stanca ha proposto di replicare anche nel 2005 il contributo di 175 euro per i giovani fino a sedici anni che acquistano un personal computer e di introdurre agevolazioni anche per i lavoratori pubblici e privati che decidono di convertirsi all’informatica. Mentre La Loggia ha chiesto il reintegro del Fondo nazionale per la montagna (31 milioni di euro) e lo stanziamento di risorse adeguare per la tutela delle minoranze linguistiche. Oggi, poi, sarà il ministro del welfare, Roberto Maroni, a presentare il suo pacchetto di proposte. Come l’estensione anche ai primi nati del bonus di 1.000 euro finora riservato ai figli a partire dal secondo. All’improvviso, insomma, quella che si preannunciava come una manovra di lacrime e di sangue sembra diventata, se non una tranquilla passeggiata, un percorso tutt’altro che irto di difficoltà. Anche se strada facendo, la cifra complessiva dell’intervento continua a lievitare. Ai 24 miliardi di euro di soli risparmi (17 permanenti e 7 una tantum) si sono sommati circa 6 miliardi della riforma fiscale (4 o 5 per la riduzione delle aliquote Ire e tre, 23%, 33% e 39% e un paio di miliardi per l’ormai certo abbattimento dell’Irap) e altri 5 miliardi per rilanciare i consumi e la competitività delle imprese.

          Poi ci sono i cosiddetti interventi di manutenzione del gettito, con la revisione dei parametri nella migliore delle ipotesi o addirittura con la possibile fissazione di un indice di supercongruità o l’ipotesi di calibrare lo studio anche in base al reddito. Insieme con le altre misure antievasione, da questo pacchetto fiscale dovrebbero arrivare 5 o 6 miliardi di euro. Che porterebbero la cifra finale della Finanziaria 2005 in prossimità dei 43 miliardi calcolati lo scorso 20 luglio da ItaliaOggi. Ecco perché c’è la sensazione che Siniscalco dovrà faticare molto per convincere i suoi colleghi a fare funzionare davvero il tetto di spesa del 2% che riguarderà 8 mila voci di bilancio.

          Un’operazione di per sé improba, perché metterà a durissima prova uomini e strutture della Ragioneria generale dello stato. Il viceministro dell’economia, Mario Baldassarri, si è però dichiarato certo che il sistema funzionerà. ´Per alcune voci come la spesa sociale e la sicurezza si supererà il tetto del 2%’, ha dichiarato. ´Altri capitoli potrebbero essere ridotti, per esempio del 5-7% per spostare risorse altrove: per finanziare sgravi fiscali o aumentare gli investimenti’. Una stretta che si accompagnerà allo sblocco delle addizionali fiscali regionali e comunali, che dal 2005 potranno crescere fino al massimo consentito. La stangata, insomma, ci sarà, come teme Capitalia, che dalla manovra 2005 attende danni per la crescita del pil, ridimensionata da +2,1 a +1,6%. Mentre il Fondo monetario internazionale avverte: ´Nel 2005 saranno necessarie misure strutturali, tanto più se si vorranno ridurre le tasse’, sottolinea il rapporto sulle prospettive dell’economia che sarà presentato la prossima settimana a Washington. (riproduzione riservata)