La Finanza indaga sul fondo di Billè

30/11/2005
    mercoledì 30 novembre 2005

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    Sul titolo di via Veneto anche un investimento personale del presidente Confcommercio

      La Finanza indaga sul fondo di Billè

      E spunta il pacchetto Bnl Il rapporto dei finanzieri sull’acquisto dell’immobile di via Lima da Ricucci

      Nell’inchiesta sulla scalata Antonveneta c’è un filone d’indagine che porta direttamente ai fondi extra bilancio della Confcommercio, gestiti senza controlli dal presidente Sergio Billè. Su questo fronte la Guardia di Finanza è al lavoro sia a Milano che a Roma e l’inchiesta potrebbe allargarsi per far luce su trent’anni di gestione del cosiddetto «fondo del presidente».

      Intanto si è venuto a sapere che proprio attingendo da quelle disponibilità fuori bilancio, Billè (o meglio: «Confcommercio presidenza pro tempore») ha investito in titoli Bnl. Un paio di milioni di euro, sottoscrizione dell’aumento di capitale compresa. Lo ha fatto, con Bnp Paribas banca depositaria, nel periodo della scalata di Ricucci & C e della grande volata del titolo. Qualcosa Billè ha pescato anche dal suo conto personale al Montepaschi per investirlo in azioni Bnl: poche decine di migliaia di euro, per una (probabile) più che dignitosa plusvalenza. È uno schema identico a quello realizzato sui titoli Rcs: toccata e fuga da qualche milione di euro, stesse banche, gran corsa del titolo e l’amico Ricucci a soffiare sul fuoco del rialzo. Operazioni totalmente speculative che sembrano in contraddizione con una gestione prudente di un capitale comune. Comunque pochi giorni fa, anche in seguito alle contestatissime vicende sulla compravendita immobiliare della futura sede (la controparte è il solito Ricucci), la giunta della Confcommercio ha deciso di far rientrare il fondo nel perimetro del bilancio confederale, togliendolo quindi alla gestione del presidente.

      La Guardia di Finanza, dunque, è al lavoro in due direzioni. Da una parte sta ricostruendo i flussi di denaro della compravendita dell’immobile di via Lima, quella famosa operazione da 60 milioni nella quale Billè ha versato subito una caparra da 39 milioni nonostante il rogito sia previsto, forse, nel 2006 al termine della ristrutturazione (tuttavia Confcommercio sta tentando una decorosa marcia indietro). Dall’altra le Fiamme Gialle si stanno muovendo per acquisire informazioni, documenti e quant’altro possa essere utile per ricostruire i flussi di denaro, in entrata e in uscita, del fondo extra bilancio della Confcommercio, regolarmente istituito trent’anni fa. Su questo secondo fronte, romano, si sta muovendo, in particolare, il Nucleo speciale di polizia valutaria. A Milano, nel frattempo, i finanzieri del nucleo provinciale hanno appena consegnato ai magistrati i primi risultati delle indagini sul fondo del presidente e sull’operazione di via Lima.

        Mario Gerevini mgerevini@corriere.it