La Filcams rincara: «Quel giorno negozi fermi»

07/04/2011

Mentre la Cgil bolognese annuncia che il Primo Maggio manifesterà in solitudine, la Filcams rincara la dose e medita di convocare, nello stesso giorno, uno sciopero di quattro ore che dovrebbe coinvolgere i dipendenti del Commercio (grande distribuzione e negozi) ma non quelli del turismo (bar e affini). Sonia Sovilla, segretaria della Filcams bolognese, per ora non ufficializza la mobilitazione: «Ne stiamo discutendo, ma non è ancora una scelta condivisa. Faremo una valutazione» . L’intento del sindacato è però già chiaro: ribadire per l’ennesima volta la frattura con Cisl e Uil. La Filcams (Cgil) infatti — a differenza di Fisascat (Cisl) e UilTucs (Uil) — non ha mai firmato il contratto del Commercio con Confcommercio e Confesercenti. E ha reagito alla firma separata delle altre organizzazioni sindacati mettendo in agenda uno sciopero di quattro ore fin qui mai convocato. Il Primo Maggio potrebbe essere la volta buona. Ma è lecito dubitare sull’impatto della mobilitazione, visto che negozi e supermercati in quella data, di norma restano chiusi. Lo dice anche il presidente di Ascom Enrico Postacchini, che della Filcams è controparte: «La data mi sembra un po’ strana. Il Primo Maggio è una di quelle festività che di solito vengono rispettata. Faccio fatica capire questa strategia» . Gli fa eco Loreno Rossi di Confesercenti: «Il sindacato è libero di fare ciò che vuole. Ma quel contratto andava firmato, perché tiene insieme esigenze diverse visto che anche le aziende vivono in questa fase un momento molto difficile» . Ma la leader della Filcams, Sovilla, ribadisce le ragioni della mancata firma: «Avevamo chiesto di convocare un referendum tra i lavoratori che gli altri non hanno accettato. Questo contratto peggiora l’istituto della malattia e prevede le domeniche obbligatorie»