LA FILCAMS PRIMA CATEGORIA DELLA CGIL

22/02/2013

22 febbraio 2013

La Filcams prima categoria della Cgil

La Filcams prima categoria della Cgil con 432.193 iscritti (+8,1%).
Un risultato importante che dà riconoscimento del lavoro fatto dalle nostre strutture, ma anche dei cambiamenti radicali del mercato del lavoro italiano.
Un mercato sempre più caratterizzato da lavori precari legati ai servizi e al commercio e sempre meno dal lavoro strutturato di settori come metalmeccanico o edile.
Ma il tesseramento della Filcams è anche fortemente influenzato dalla crisi che ha portato alla chiusura di molti negozi, così come dai tanti tagli fatti dal Governo sulla pubblica amministrazione che hanno creato centinaia di disoccupati tra i lavoratori degli appalti dei servizi di pulizia e non solo.
Tanto che quasi un terzo del totale degli iscritti deriva da pratiche legate alle crisi aziendali, con un aumento rispetto all’anno scorso di circa il 30%.
"L’importante valore politico di questo risultato – commenta Andrea Righi, segretario Organizzativo della Filcams Cgil Nazionale – sta nella capacità che ha avuto la nostra categoria di rappresentare i settori più deboli del mercato del lavoro, lavoratrici e lavoratori stagionali, precari, perché legati ad appalti, non indipendenti economicamente, perché impiegati con orari part time. Tante donne e tanti giovani. Questi sono gli iscritti della Filcams".
Per raggiungere questo risultato è stato necessario un importante investimento di risorse per il rinnovo delle strutture territoriali e un impegno di tutta la categoria nel rapporto diretto con i singoli lavoratori attraverso una capillare presenza sul territorio e la ricerca di soluzioni creative sulla tutela individuale. Contemporaneamente, sul fronte della contrattazione collettiva di primo e secondo livello, un investimento importante per fare scudo alle costanti richieste delle controparti di restituzione di diritti e tutele.
"Non meno impegnativo sarà il 2013 – prosegue Righi – anno in cui dovremo continuare a combattere con la crisi e dare risposte a una platea sempre più ampia di lavoratrici e lavoratori in cerca di tutela."