La Filcams con Libera per il diritto alla verità e alla giustizia

13/03/2015

Il 2015 è un anno molto importante per LIBERA, che festeggia venti anni di attività e promuove insieme ad Avviso Pubblico la XX Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie.

Dal 1996 infatti ogni 21 marzo, primo giorno di primavera , Libera celebra la Giornata della Memoria, alla quale  aderiscono fra le altre organizzazioni  anche CGIL CISL e UIL: quest’anno la città ospite sarà  BOLOGNA, dove si svolgerà il corteo e decine di iniziative collaterali.

Alla giornata aderisce anche la  Filcams, che non vuole far mancare il suo pieno sostegno, invitando lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, militanti e dirigenti sindacali a partecipare alle iniziative di Bologna, accompagnando lo striscione unitario delle Organizzazioni Sindacali che percorrerà il corteo, con partenza dello Stadio Dall’Ara e arrivo in Piazza VIII Agosto, dove verranno letti i nomi di tutte le vittime delle  mafie,  delle vittime del rapido 904, delle stragi del 2 Agosto 1980  a Bologna e di Ustica del 27 Giugno 1980.

Saranno 900 nomi circa, di vittime innocenti, delle mafie e delle stragi, per molte delle quali non è ancora stata fatta giustizia, negando di fatto ai familiari e a tutti i cittadini, il diritto alla verità.

Lo slogan scelto per la giornata è  infatti “La verità illumina la giustizia”,  e si discuterà molto di giustizia e verità nei seminari e negli eventi pomeridiani, che animeranno la città di Bologna. (http://www.memoriaeimpegno.it/ per il programma completo delle iniziative).

Il messaggio che vuole sottolineare la Filcams  è  il legame forte tra legalità e lavoro : solo tramite il lavoro dignitoso si può combattere l’illegalità e viceversa solo in un contesto di legalità  si può valorizzare il lavoro dignitoso.

La Filcams CGIL è impegnata in prima fila nel denunciare le pratiche corruttive e le infiltrazioni criminali nei settori economici del terziario: dagli appalti alla grande distribuzione, dalle strutture ricettive alle attività di gioco e intrattenimento, le lavoratrici e i lavoratori sono spesso l’ultimo anello di una catena dove le pratiche illegali si diffondono sempre più, determinando un arretramento dei diritti inaccettabile.