LA FILCAMS CGIL HA PARTECIPATO ALL’INIZIATIVA DELLA FLAI CGIL IN PUGLIA

05/08/2009

5 agosto 2009

Oro rosso – Diritti in campo
La Filcams Cgil ha partecipato all’iniziativa della Flai Cgil in Puglia

Tre euro per 100 kg di pomodori.
Non sono i saldi di fine stagione del mercato ortofrutticolo di qualche capoluogo italiano, ma la retribuzione dei braccianti che lavorano nelle campagne pugliesi. Ragazzi e ragazze, quasi tutti sotto i trent’anni, immigrati provenienti dall’Europa dell’est o dal Nord Africa, alcuni regolari, altri no, che vengono sfruttati per raccogliere il pomodoro da produzione. Il pomodoro cioè, che non è destinato alle nostre tavole così com’è, ma viene trasformato, in sugo, in passata o quant’altro, per poi essere venduto nei nostri super e ipermercati. Dal lavoratore al consumatore.
In Italia vengono prodotti circa 250000 pomodori e circa il 60% proviene da lavoro nero. Una percentuale imbarazzante.
Tre euro per 100 kg di pomodori.
E pensare che il contratto provinciale prevede 46,08 euro lordi giornalieri. Molti di loro la mattina aspettano che qualcuno passi a prenderli per portarli a lavorare, a volte però non passa nessuno per giorni. E poi, in una guerra tra poveri, ora i rumeni, in regola con il permesso di soggiorno, vengono preferiti alle altre nazionalità.
Pomodoro come l’oro. Oro rosso, appunto, è l’iniziativa della Flai Cgil che dal 2 al 12 agosto ha organizzato una serie di incontri e dibattiti nella zona pugliese del foggiano per combattere il lavoro nero. Ogni mattina una delegazione di dirigenti sindacali provenienti da tutta Italia di sta recando nei campi per una campagna informativa a favore di tutti quei lavoratori italiani e stranieri che vengono sfruttati nella raccolta.
Un’etica della produzione, è questo che manca. È necessaria una riorganizzazione della filiera di produzione dell’agroalimentare. È per questo motivo che la Filcams Nazionale ha partecipato con una delegazione, perché il pomodoro poi diventa passata e viene venduto nei nostri punti vendita. Dobbiamo lottare tutti insieme contro lo sfruttamento di qualsiasi lavoratore e denunciare una situazione conosciuta da molti, ma contrastata da pochi. È necessario mettere in piedi una serie di interventi coordinati, per salvaguardare il lavoratore italiano o immigrato che sia e recuperare i diritti di tutti, spesso negati.

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