LA FILCAMS CGIL E IL NIDIL CGIL CONTRO IL LAVORO A CHIAMATA

29/12/2011

29 dicembre 2011

La Filcams Cgil e il Nidil Cgil contro il lavoro a chiamata

La Filcams Cgil e il Nidil Cgil di Modena hanno scritto al Ministro Fornero per denunciare l’abuso dei contratti a chiamata.

“Nella provincia di Modena sono ormai 10.000 gli avviamenti al lavoro che ogni anno vengono fatti con la formula del contratto a chiamata (intermittente. Si presume che nella nostra provincia siano circa 15.000 le persone assunte con questo contratto, in grande prevalenza donne operanti in bar, alberghi, ristoranti e negozi.”

Questi contratti nascondono lavoro irregolare, evasione contributiva e negazione dei più elementari diritti. Il lavoro è quasi sempre continuativo, a volte ben superiore alle 40 ore settimanali, ma nelle buste paga risultano solo poche ore al mese. Il resto viene pagato in nero a cifre per lo più variabili tra i 5 e gli 8 euro all’ora.
“Ovviamente, non appena i lavoratori pongono problemi rispetto alla loro situazione, il lavoro diventa davvero a chiamata”affermano i sindacalisti “della lavoratrice non c’è più bisogno, e viene lasciata a casa in attesa di una chiamata che non verrà più. Ovviamente nessun ammortizzatore sociale è applicabile, e altrettanto ovviamente l’azienda procede alla sostituzione con un altro falso contratto a chiamata.”

Inaccettabile è soprattutto la condizione delle lavoratrici a chiamata rispetto alla maternità. Le due categorie della Cgil raccontano due storie nello specifico, storie che sono purtroppo uguali a tante altre. Giovani donne che pur di lavorare in questo momento di crisi accettano qualsiasi lavoro. Al momento della comunicazione obbligatoria del proprio stato di gravidanza scoprono improvvisamente che per l’azienda la loro opera non è più necessaria. Sono senza lavoro, ma non vengono licenziate (del resto la legge non lo permette), però non vengono più chiamate al lavoro.
Se le due giovani donne non avranno una retribuzione nei prossimi mesi perderanno anche il diritto alla maternità. L’indennità di maternità è difatti strettamente legata al percepimento di una retribuzione nei mesi anteriori al periodo di maternità e senza questa retribuzione viene meno anche l’indennità.

“Abusi e discriminazioni, evasione facilitata, mancato rispetto di diritti costituzionali: un’emergenza, che come tale andrebbe affrontata, prevedendo l’abolizione al più presto della vergogna del Contratto a chiamata.”