La Fiat investe 1,3 miliardi in Brasile Bonanni: contratto, Marchionne sbaglia

15/12/2010

TORINO – La Fiat investe 1,3 miliardi di euro nel Nordest brasiliano, nello Stato di Pernambuco, per un nuovo stabilimento che sfornerà 200 mila auto all´anno destinate ai mercati sudamericani. La fabbrica darà lavoro a 3.500 persone in quello che è ormai il primo mercato per importanza del gruppo del Lingotto. «Nel 2012 – ha detto Sergio Marchionne – puntiamo a raggiungere il milione di auto vendute in Brasile». «Il nostro piano – ha spiegato Cledorvino Belini, ad della Fiat brasiliana – prevede di investire 4,4 miliardi di euro nei prossimi quattro anni». La maggior parte di questi investimenti sarà fatta a Betim, lo stabilimento nello stato del Minas Gerais. La notizia del nuovo investimento in Sudamerica arriva in contemporanea all´annuncio di Chrysler di un nuovo impegno per 70 milioni di euro nello stabilimento di trasmissioni di Kokomo, in Indiana, dove Marchionne aveva già annunciato di voler spendere circa un miliardo.
All´attivismo della Fiat in America fa da contraltare una situazione di sostanziale stallo in Italia. Ieri Federmeccanica ha annunciato l´intenzione di convocare «forse lunedì» Fim, Uilm e Fismic per discutere delle deroghe al contratto separato dei metalmeccanici. Una strada per andare verso quel contratto di Federauto che è auspicato dalla Fiat. Ma non è detto che la riunione si svolga davvero lunedì. Le resistenze di Fim e Uilm a un contratto separato per l´automobile sono infatti molto forti. Durissimo è stato ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Marchionne insiste sul contratto per l´auto per difendersi dal comportamento anomalo di un pezzo di sindacato. Questo è sbagliato. I problemi non si risolvono facendo bau bau, non siamo bambini. Ho avuto modo di dire a coso che esagera e per ‘coso´ intendo Marchionne».
Se Federmeccanica riuscisse a convocare i sindacati lunedì, la ripresa della trattativa su Mirafiori (cui parteciperà, ovviamente, anche la Fiom) potrebbe avvenire mercoledì perché il giorno precedente i sindacati sono convocati al ministero dell´industria per discutere sul futuro di Termini Imerese. Dunque i tempi per trovare un´intesa prima di Natale sono molto stretti. Forse troppo. Perché non sarà facile far accettare ai sindacati l´uscita di Mirafiori da Federmeccanica. E perché il braccio di ferro finale sulla fabbrica torinese, con la prevedibile minaccia della Fiat di ritirare l´investimento, non si può fare sotto l´albero. Così ieri sera ha cominciato a diffondersi l´idea che la conclusione della vertenza potrebbe avvenire slittare a dopo Natale. Siglato l´accordo, che sarà quasi sicuramente separato, si aprirà poi la querelle sul referendum in fabbrica. Contrari o molto dubbiosi il Fismic e la Fim nazionale mentre la Fiom e la Uilm sono favorevoli. Il sì alla consultazione dei diretti interessati è venuto ieri anche dala Fim torinese che ha così preso le distanze dai suoi vertici romani.