La Festa non si vende, a Natale puoi

23/12/2015

Aperti di domenica, 24 su 24, 7 giorni su 7, Natale, Capodanno, epifania, Primo Maggio, Ferragosto e qualsiasi festività laica o religiosa. Negli ultimi anni ormai il commercio non ha più alcun limite e restrizione, e in autonomia ognuno può decidere se e quanto restare aperto, dopo l’entrata in vigore del Decreto Salva Italia che ha liberalizzato le aperture domenicali e festive nel settore.

La Festa non si vende

In prima linea la grande distribuzione, sostenitrice delle liberalizzazioni; i grandi marchi ormai del commercio giustificano la scelta del sempre aperto come un tentativo per combattere il calo dei consumi e la disoccupazione. Ma il settore in questi anni ha continuato a vivere problemi profondi: chiusure aziendali, disdette di contratti integrativi, ricorso alla cassa integrazione e contratti di solidarietà.

Ma dopo più di quattro anni dall’entrata in vigore del Decreto Salva Italia, una riforma che ha totalmente stravolto il settore, si può affermare con certezza che nulla è cambiato, ne sul fronte dei consumi, ne tanto meno sulle condizioni di lavoro o sul fronte salariale.

Ed è per questo che i territori si mobilitano, contro il sempre aperto.

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Toscana hanno indetto lo sciopero e astensione dal lavoro per i lavoratori e le lavoratrici del commercio, della cooperazione e del terziario in occasione del 25 e 26 dicembre 2015 e del primo gennaio 2016; si tratta di uno sciopero di tutela e protezione per chi vuole festeggiare il Natale, Santo Stefano ed il Capodanno con i propri cari senza rischiare il licenziamento. “A Natale puoi” è lo slogan di quest’anno della campagna.

È sciopero anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco contro la decisione della Direzione del Centro Commerciale di ampliare il nastro orario di apertura fino alle ore 24, dal 18 al 23 dicembre in occasione delle feste natalizie.

Anche le lavoratrici e i lavoratori del commercio “vogliono godere delle bellezze di questo paese e non essere sempre dietro una cassa in attesa dei clienti” come ha affermato Susanna Camusso in piazza il 19 dicembre a Milano per lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti. “È davvero questa la società che vogliamo?”