La Festa del lavoro con i negozi aperti Il no Confesercenti: riposo da rispettare

22/04/2011

"I dipendenti avranno solo problemi. Per arrivare in orario e per tornare a casa"
Roma – Primo maggio e beatificazione di Giovanni Paolo II: negozi aperti. Ma con tante polemiche.
L´ordinanza che farà alzare le saracinesche delle attività commerciali del centro, e di quelle intorno a San Pietro e alla basilica di San Giovanni, è stata già firmata dall´assessore al Commercio Davide Bordoni. «Ma chi vorrà, potrà rimanere chiuso», spiega Bordoni ribadendo che l´apertura durante la beatificazione «è solo facoltativa». Ma il "facoltativo" non placa gli animi di chi pensa che il primo maggio è una data "sacra" per i lavoratori. E come tale va festeggiata. «In molte città, capitale compresa – sottolinea la Filcams Cgil – le festività non vengono più rispettate, e a subirne le conseguenze sono le lavoratrici ed i lavoratori del settore. Le aperture del 25 aprile e del Primo maggio, tra l´altro, mettono in discussione due importanti date, così come mettono in discussine una giornata di riposo sociale per i dipendenti». Secondo la Filcams «le continue deroghe alle aperture commerciali non aiutano l´economia. Anzi. «Contribuiscono a creare lavoro precario. Mentre sarebbe necessario ridefinire un nuovo modello di consumo, che non significa concedere improvvise deroghe e sostituire i lavoratori stabili con quelli precari o interinali».
Contraria da sempre a una festa dei lavoratori con le vetrine illuminate è anche la Confesercenti. A differenza della Confcommercio di Cesare Pambianchi, tra le prime a chiedere una deroga vista la portata dell´evento. In un momento di vacche magre come questo, poi. Ma il "no" posto da Valter Giammaria, della Confesercenti presidente non nasce solo dal rispetto di un principio. «Bisogna pensare anche alle tante commesse, madri di famiglia, costrette a lasciare i figli a casa anche il primo maggio», ha detto più volte. Ma adesso c´è anche un allarme legato alla sicurezza. «Con un milione di pellegrini in piazza San Pietro e il concerto dei sindacati a piazza San Giovanni, l´apertura straordinaria dei negozi aumenterà ancora di più la confusione e il caos – spiega Giammaria – Basti pensare a quanta gente dovrà raggiungere il posto di lavoro: negozi, bar e ristoranti, in una città dalle strade transennate per gli eventi». E ancora: «Noi come Confesercenti abbiamo dato l´input ai consociati di restare chiusi. Ma se qualcuno volesse seguire l´ordinanza, fino ad oggi il sindaco non ha dato disposizioni. Dove si parcheggia? Quali saranno le vie di accesso per il centro? I commercianti avranno bisogno di un pass?». In attesa della beatificazione, dunque, si attendono risposte.