La febbre delle scommesse contagia gli italiani

17/07/2001

 









Martedi 17 Luglio 2001

In sei mesi le agenzie Snai hanno raccolto 2518 miliardi di lire di puntate, con una crescita di oltre il 10% rispetto allo scorso anno

ECONOMIA E LAVORO
La febbre delle scommesse contagia gli italiani

MILANO. Gli italiani sono diventati, o probabilmente sono sempre stati, un popolo di scommettitori. Totocalcio, Totip, Lotto, lotterie varie, la febbre per il gioco è popolare e rimane alta. E, all’orizzonte, si intravvede Bingo, un affare economico su cui puntano grandi gruppi imprenditoriali convinti che avrà un forte successo.
Secondo i dati forniti dai punti Snai e che riguardano il primo semestre di quest’anno, gli italiani sembrano essersi appassionati alle scommesse, unico settore dei giochi che può quindi vantare un sostanziale miglioramento.
Le agenzie Snai rappresentano il 76,8% del nazionale delle scommesse ippiche e sportive ed in questi ultimi mesi hanno accettato puntate per oltre 2.518 miliardi di lire, in aumento del 10,29% rispetto al primo semestre 2000. In paticolare, le scommesse ippiche nei sei mesi sono ammontate a circa 1.848 miliardi li lire, in crescita del 10,23% rispetto al corrispondente periodo del 2000. Quelle sugli sport olimpici, sulla Formula Uno e sul Motomondiale, invece, hanno rggiunto la quota di 670 miliardi di lire, con una crescita del 10,45% rispetto al primo semestre 2000.
Nonostante questi dati incoraggianti e che segnano una sicura e forte crecita, permangono ancora diversi problemi che bloccano l’ulteriore sviluppo dell’intero settore ed impediscono agli operatori di guardare con ottimismo al futuro. La Snai per esempio definisce positivo il risultato dell’ultimo semestre, ma non può ancora essere considerato sufficiente, soprattutto per quanto concerne il sistema fiscale relativo alle scommesse e il vecchio problema dei "minimi garantiti".
La questione riguarda ancora il periodo della gara per le concessioni sulle scommesse sportive, che la Snai vinse, impegnandosi a versare un 15%-20% di ogni scommessa: nello specifico un 5% di imposta allo Stato ed il resto al Coni o all’Unire, a seconda che la scommessa fosse sull’ippica o sugli sport olimpici. Secondo quegli accordi la Snai doveva pagare quindi un "minimo garantito" di 9.000/10.000 miliardi di lire, ma la cifra ricavata dalle percentuali sulle scommesse è stata solo di 6.000 miliardi, visto che il numero degli scommettitoti previsti si è rivelato di molto inferiore alle aspettative.
Tuttavia quegli accordi prevedono che la cifra mancante debba essere versata comunque dalle agenzie "di tasca propria", ma questo manderebbe all’aria il sistema.
La Snai così ricorda che l’ex Ministro delle Finanze Del Turco aveva decretato lo stato di crisi per le concessionarie ed aveva garantito una revisione dell’intero sistema, annullando il 5% di prelievo che spettava al Governo ed impegnandosi poi assieme al Coni ed all’Unire a sospendere momentaneamente il "minimo garatito" fino al 30 Settembre, per dare un po’ di respiro alle concessionarie.
Adesso il nuovo ministro Giulio Tremonti deve confernare questi impegni, in modo da garantire alla Snai ed alle altre concessonarie la possibilità di operare con tranquillità e di rafforzarsi ed ingrandirsi, visto che occorre del tempo perchè lo scommettitore capisca il sistema di scommesse e diventi un abitudinario.
Giuseppe Caruso





 
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