La fantasia senza fine di Spada e Giacomelli

26/01/2007
    venerdì 26 gennaio 2007

    Pagina 39 – Finanza & Mercati

    Parterre

      La fantasia senza fine
      di Spada e Giacomelli

        All’inizio era stato il gruppo sportivo Giacomelli, quotato in Borsa e fallito nel 2003, ad entrare nel mirino dei magistrati per i bilanci presentati in occasione dello sbarco a Piazza Affari. Poi si è passati alle fatture gonfiate per allestire i negozi in tutta Italia, alle distrazioni fino alla denuncia per insider trading: il prezzo del titolo Giacomelli era stato sostenuto artificiosamente per occultare lo stato di crisi in cui versava il gruppo.

        Si è quindi arrivati all’ultimo provvedimento di ieri con cui la Guardia di Finanza di Bologna ha denunciato i coniugi Emanuele Giacomelli E Gabriella Spada per la gestione allegra che ha portato alla bancarotta una piccola società di Rimini, la Yoko srl specializzata in estetica. Una pratica «fraudolenta» quella dei coniugi Giacomelli che veniva applicata a tutta la filiera attraverso l’emissione di fatture false per abbellire i bilanci di società che versavano da anni in una grave crisi economica e finanziaria. Le risorse finanziarie necessarie per queste pratiche erano reperite attraverso la presunta «complicità» dell’imprenditore parmigiano Aurezio Giumelli, anche lui arrestato nei mesi scorsi durante le indagini preliminari del filone principale. Sono stati così ricostruiti anche i contratti di leasing gonfiati che venivano contabilizzati, ma non onorati. Indagini complicate che hanno fatto emergere una realtà quantomeno discussa, ma che non gli ha impedito di sbarcare a Piazza Affari. Mentre ora si attendono le sanzioni della Consob. (Ma.Mo.)