La famiglia taglia il budget

27/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Congiuntura – Nei negozi si accentua la contrazione della spesa: rilevati cali fino al 20% degli scontrini emessi

    La famiglia taglia il budget
    Confcommercio rivede al ribasso le previsioni sui consumi: nel 2001 saliranno solo dell’1,5%
    MILANO – Continua a peggiorare lo scenario dei consumi interni italiani, tant’è che esplicitamente Confcommercio stima in un buon 40% la decelerazione che la dinamica della spesa delle famiglia si avvia a subire quest’anno (rispetto ai livelli del 2000) perchè l’emergenza terrorismo sta aggravando una situazione recessiva mondiale. Il Centro studi di Confcommercio ieri ha rivisto nuovamente al ribasso (nel giro di pochi giorni) le stime sulla marcia dell’Azienda Italia e, in particolare, sulla dinamica dei consumi. Da un andamento intorno al 2,9% – sottolinea Carlo Mochi, responsabile dell’Ufficio studi di Confcommercio – ci si dovrebbe attestare quest’anno intonro all’1,7% con un drastico ridimensionamento, aggravato dalla crisi di questi giorni. la crescita del Pil cala all’1,9%, quella degli gli investimenti all’1,8% (dal 2,9%). Da una ricognizione effettuata dalla associazione dei commercianti, in questi giorni, sono soprattutto i beni durevoli e semidurevoli a soffrire particolarmente. Per l’elettronica e la telefonia dopo anni di crescita ininterrotta ci sono valori delle vendite in flessione – aggiunge Mochi – la domanda di trasporto merci segnala una caduta del 10%, mentre nel settore dell’abbigliamento si evidenzia in maniera netta un rinvio degli degli acquisti e degli approvvigionamenti. Insomma, secondo le rilevazioni di Confcommercio, la spesa giornaliera per prodotti di prima necessità resta ancora grosso modo stabile mentre mentre è in rapido ridimensionamento tutto quanto rappresenta il comparto voluttuario (spiccano al riguardo anche le cadute per l’intrattenimento e i viaggi, in calo del 20-25%). Non c’è ottimismo per quanto riguarda i consumi delle famiglie – rileva l’analisi di Confcommercio – anche per il peggioramento del contesto economico nei prossimi mesi, in particolare per il rallentamento atteso nelle dinamiche del mercato del lavoro. Confcommercio e Confesercenti si appellano dunque al Governo affinchè la prossima Finanziaria venga utilizzata per rilanciare i consumi interni. D’altronde alcune difficoltà vengono segnalate da voci ricorrenti nel settore della distribuzione moderna. Nei negozi, ad esempio, stime ancora informali rilevano in questo periodo cali del 20% almeno del numero degli scontrini emessi dalle casse ogni giorno. Un dato da ponderare e confermare, ma che segnalerebbe anch’esso un brusco peggioramento del quadro del settore commerciale. Le stime Iri-Infoscan relative ad agosto, ad esempio, segnalano ancora una dinamica discreta per le vendite almeno nella distribuzione moderna. Auchan e Carrefour fanno sapere ufficialmente di non avere difficoltà al momento. «Il gruppo Coop – sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia – registra a tutt’oggi un aumento delle vendite intorno al 4-5 per cento. Abbiamo fatto massicce campagne pubblicitarie e promozionali, e c’è una marcata affezione dei soci-consumatori». Nell’ambito della distribuzione organizzata, invece, si rilevano, dai primi sondaggi non ufficiali, maggiori difficoltà: i contraccolpi sulle vendite evidentemente in questo momento si stanno facendo sentire. Infine, il gruppo distributivo Esselunga rilancia l’allarme sui listini, in vista del decollo dell’euro e della moratoria decisa dall’industria e dalla distribuzione per dare stabilità al mercato, nel momento peraltro in cui tra i consumatori c’è una evidente crisi di fiducia. «Esselunga ha accettato l’accordo sulla stabilità dei prezzi di vendita al consumatore per il periodo novembre 2001-marzo 2002, stipulato nei giorni scorsi in sede Indicod – sottolinea una nota del gruppo di Limito – ma nel solo periodo luglio/settembre di quest’anno, il gruppo ha rice vuto aumenti di listino da oltre 90 aziende, un numero questo assolutamente fuori dall’ordinario. «Gli aumenti si attestano mediamente attorno al 5%, ben oltre il tasso d’inflazione – afferma Gaetano Puglisi, direttore commerciale di Esselunga -. Respingeremo i rincari ingiustificati».
    Vincenzo Chierchia
    Giovedí 27 Settembre 2001
 
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