La famiglia riscopre il discount

25/09/2003



      Giovedí 25 Settembre 2003


      La famiglia riscopre il discount

      Prezzi e consumi – Secondo Iri-Infoscan la formula del basso costo ha già conquistato un italiano su tre

      VINCENZO CHIERCHIA


      MILANO – La stagnazione dei consumi e la percezione di progressivo impoverimento da parte delle famiglie ha favorito il boom dell’hard discount negli ultimi mesi, come rileva una analisi effettuata dalla società internazionale di ricerche di mercato Iri-Infoscan. I negozi che propongono prodotti non di marca a prezzi molto contenuti stanno dunque vivendo una nuova stagione di spolvero, dopo i record di vendite e di nuovi negozi a metà degli anni 90. Attualmente il tasso di sviluppo delle vendite si aggira tra il 3,5 e il 4% rispetto ai livelli dello scorso anno. Il fatturato aggregato del settore hard discount nel periodo settembre 2002-agosto 2003 è risultato pari a 2 miliardi e 838 milioni di euro, per i soli prodotti confezionati di largo consumo (grocery). Il 2002 si era chiuso con un giro d’affari intorno ai 2,7 miliardi di euro.
      Secondo le stime Iri-Infoscan cresce anche progressivamente il numero delle famiglie che effettua stabilmente acquisti presso gli hard discount. Attualmente si sfiora quota otto milioni, in pratica una famiglia su tre ha ormai deciso di affidarsi ai negozi a prezzo basso per riempire la borsa della spesa. E veniamo alla quote di mercato per settori. All’hard discount fa capo in generale il 7,4% del comparto grocery (le stime sono relative ai valori). Per quanto riguarda i prodotti per la cura della persona la quota è molto più bassa, si attesta sul 2,7% a causa della spiccata sensibilità dei consumatori per i prodotti di marca; il valore delle vendite in questo caso è stato stimato in 126,2 milioni di euro da Iri-Infoscan. Il settore dei prodotti per la cura della casa registra invece una market share del 5,5% con un valore delle vendite pari a 250,3 milioni di euro. L’alimentare nel complesso sviluppa ricavi per oltre 2 miliardi e 461 milioni di euro e la quota sugli acquisti delle famiglie si aggira sul 7,8 per cento. Nel macrosettore food l’analisi di Iri-Infoscan ha registrato vendite per un miliardo e 246 milioni di euro in relazione ai prodotti di drogheria alimentare (la quota è all’8,2%).
      Per quanto riguarda i prodotti freschi si stimano vendite per 433,5 milioni pari al 6,7% del mercato. L’analisi ha infine censito i punti vendita discount. Nel complesso se ne contano oggi 2.414 mentre a giugno 2002 le stime Iri-Infoscan si erano arrestate a quota 2.315 negozi discount in attività.
      In pratica nell’arco di un anno sono stati aperti circa cento nuovi discount. Per quanto riguarda le quote di mercato per centrali d’acquisto la leadership spetta al raggruppamento Mecades (Eurospin, Interdis, Aligros, Despar, Crai e Sisa) con il 33,7% seguito da Intermedia (Pam, Lombardini, Rinascente e Sun) con il 13 per cento. In terza posizione Esd (Selex e Agorà) con il 12,7% mentre il gruppo tedesco Lidl, che è stato apripista del discount in Italia, ha una quota del 12,1 per cento.