La famiglia motore della ripresa

17/07/2007
    martedì 17 luglio 2007

    Pagina 7 – Economia

      I BILANCI DEGLI ITALIANI

      La famiglia motore della ripresa
      ma si indebita sempre di più

        Dal 2002 nel Mezzogiorno è "sparito" mezzo milione di posti

          LUCA IEZZI

          ROMA- Le famiglie italiane spendono un po´ di più, ma accumulano debiti e incertezze sul futuro. I risparmi sono pochi e gestiti "in casa", mentre il lavoro potrebbe diventare sempre più difficile da trovare.

          Il bollettino della Banca d´Italia racconta di un´economia nazionale che ha vissuto una primavera vivace, ma non abbastanza da nascondere i punti critici. Proprio le famiglie, in quanto lavoratori e consumatori, sono al tempo stesso protagoniste del consolidamento della ripresa, ma anche le più esposte a eventuali peggioramenti del quadro economico.

          Il Pil nel 2007 si attesterà su una crescita del 2%, per poi flettere all´1,7% nel 2008. L´elemento nuovo rispetto al 2006 è che a fianco delle esportazioni sono proprio i consumi interni a "tirare". «La spesa delle famiglie ha inaspettatamente accelerato al 2,8% in ragione d´anno – rileva via Nazionale – è cresciuta soprattutto la spesa in servizi e in beni durevoli, grazie agli acquisti di mezzi di trasporto. Le immatricolazioni di autovetture hanno segnato un incremento del 3,3%, favorite anche dagli incentivi. Gli acquisti di beni non durevoli sono invece rimasti pressoché stazionari, frenati dal calo dei consumi di beni alimentari (-0,2%)».

          Si spende di più perché è aumentato il reddito disponibile nel periodo gennaio-marzo (+0,5% rispetto a settembre-dicembre e +1,5% sul primo trimestre 2006), grazie a +2,1% dei salari lordi, ma gli economisti di Banca d´Italia frenano gli entusiasmi: «Nei mesi più recenti l´indebolimento della fiducia delle famiglie e il modesto incremento delle vendite al dettaglio segnalano probabilmente che le incertezze che hanno frenato i consumi negli anni scorsi non sono state superate completamente». Così la stima della crescita della domanda interna a fine anno si attesta a un +1,9%.

          Non conosce soste invece, la corsa dell´indebitamento delle famiglie salito a 493 miliardi di euro, +11% rispetto ad un anno fa. Ormai vale la metà del reddito (48%) e per l´80% è costituito dai mutui per la casa.

          L´altro segnale negativo arriva dal mondo del lavoro. Per Banca d´Italia si è esaurito il lungo trend che, grazie alle riforme sulla flessibilità, ha portato alla progressiva riduzione della disoccupazione. Lo dimostra il calo dell´occupazione nel primo trimestre 2007 (-0,2%) rispetto ad un anno fa. Se la disoccupazione scende è per l´aumento degli "scoraggiati", cioè le persone che hanno smesso di cercare specie nel Mezzogiorno. «Nel Sud – rileva il bollettino – l´offerta di lavoro è in calo pressoché ininterrotto dalla fine del 2002, con una perdita cumulata pari a circa mezzo milione di persone (6,3% del totale delle forze di lavoro)».

          Altra anomalia è il risparmio: la fuga dai fondi nei primi tre mesi del 2007 si quantifica in 16 miliardi di euro in meno per i gestori professionisti, una tendenza che non ha eguali in Europa. Gli italiani si affidano a strumenti a basso rischio (obbligazioni e liquidità) o gestiscono in proprio eventuali "gruzzoli". Oltre alla propensione per l´immobiliare si conferma una diffidenza nei confronti delle banche e delle loro capacità di fornire guadagni allettanti attraverso il risparmio gestito.