La famiglia Coin: Oviesse da sola non è in vendita

20/01/2005

    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA di lunedi 17 Gennaio 2005

      FINANZA pag. 37

        La famiglia Coin: Oviesse da sola non è in vendita


        PAOLO POSSAMAI

        La soluzione della gara per il passaggio del controllo di gruppo Coin è attesa dai venditori verso la fine di gennaio. I dati sulle vendite natalizie segnalano un novembre molto brillante, seguito da un dicembre fiacco e da esiti molto confortanti per i saldi. Non manca dunque alcun elemento affinché Pai e Apax possano formulare la propria offerta. La famiglia tiene inoltre a rimarcare un paio di questioni. La procedura di vendita riguarda l’intero perimetro, non esiste l’ipotesi di cedere il controllo solo di Oviesse. In secondo luogo, chi sta coltivando l’idea di fondere Oviesse a Upim non ha mai bussato a casa Coin per esporre il proprio progetto.


        I due fondi di private equity rimasti in lizza sono chiamati a valutare la quota di maggioranza del gruppo retail, dato che i cugini Marta e Piero Coin esponenti della quarta generazione della famiglia che ha fondato l’azienda nel 1916 hanno posto fra le condizioni il mantenimento di una presenza significativa (fra 30 e 49%). Altri vincoli indicati dal venditore, assistito dagli advisors Jp Morgan e Vitale & Associati, attengono alle clausole di governance e alla possibilità per la famiglia veneta di rientrare in possesso delle azioni cedute al fondo quando questi deciderà di smobilizzare l’investimento. Sarà da vedere come la wayout ricercata dal fondo si può incrociare con la wayin voluta dei Coin.


        Riguardo ai dati economici, il gruppo attende per il 2004 esercizio che chiude sfalsato al 31 gennaio vendite in linea con il 2003 relativamente alle attività storiche italiane. La terza trimestrale, approvata il 2 dicembre scorso, configura l’andamento dell’annata: le vendite apparivano in calo del 19,4% «principalmente per effetto della cessione delle attività in Germania» (766,4 milioni di euro), ma il margine operativo lordo era tornato positivo per 52 milioni, mentre il risultato prima delle imposte era segnato di rosso per 8,8 milioni.


        Quanto a loro, i Coin hanno appena concordato nei giorni scorsi un prestito ponte con Efibanca e Mediterranean Mezzanine. L’8 agosto 2003 la famiglia veneta ottenne da Unicredit, Intesa e Capitalia un affidamento di 74,5 milioni per sottoscrivere proquota l’aumento di capitale deliberato a ottobre 2003. Senza l’intervento di Efibanca e Mediterranean, le banche il prossimo 8 febbraio avrebbero potuto riscattare le azioni Coin avute in pegno per il prestito. Rischio scongiurato.