La disperazione degli «lsu»

28/11/2002

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO





scuola
Manifestazione ieri mattina davanti alla direzione regionale scolastica. Bus provenienti da diversi comuni

La disperazione degli «lsu»

Rischiano il licenziamento: «Niente fondi per la stabilizzazione»



POTENZA 
E’stata una manifestazione rumorosa, ma ordinata quella messa in piedi ieri mattina dagli ex Lsu (lavoratori socialmente utili) della Basilicata. La protesta si è svolta in Via Mazzini, davanti al palazzo della Direzione regionale scolastica.
Sono arrivati anche da Matera e provincia con due autobus.
Più di un centinaio di lavoratori, (personale impiegato nella pulizia degli edifici scolastici) sventolando le bandiere del proprio sindacato di appartenza, (Cgil, Cisl, Uil, Filcams, Fisascat e Uiltucs) hanno gridato a gran voce la loro disperazione. Se la sono presa con il governo, che secondo loro, non avrebbe messo a disposizione, nella finanziaria nemmeno un centesimo per far proseguire il processo di stabilizzazione, condiviso da tutte le parti sociali.
I sindacati hanno fatto sapere che è «inaccettabile la politica indiscriminata dei tagli che colpisce la scuola e indirettamente una categoria che da anni viene sfruttata per garantire servizi essenziali».
Gli ex Lsu dicono di essere stanchi. «Lavoriamo da cinque anni nella scuola. Prima che i nostri servizi venissero esternalizzati lo facevamo per 800 mila lire al mese e da un anno e mezzo, invece, per 1 milione e cento».
Caterina Tito che lavora all’ Istituto Comprensivo di Genzano dice: «Il nostro compito sarebbe quello di fare pulizie, ma nella maggior parte dei casi facciamo altro».
Stesso pensiero per Carmela Tito che è impiegata in una scuola di Calvello: «Nei fatti siamo bidelli, ma non vogliono darci gli stessi diritti. Chiediamo la stabilizzazione e maggiori tutele».
Un coro di proteste si leva anche da parte di Carmine Pietrosino e Giuseppe Lamorte, di Tricarico, che aggiungono: «La gente deve sapere che prendiamo uno stipendio di poco più di 500 euro. E dal primo gennaio vogliono toglierci anche questo. Ma come dobbiamo andare avanti?. Molti di noi devono pensare a mantenere una famiglia e poi, a questa età non è mica facile cambiare e trovare lavoro».
«Lo sa – dice Giuseppe Lamorte – che noi non abbiamo nemmeno il diritto di fare sciopero. Oggi (ieri per chi legge, ndr), abbiamo dovuto garantire i servizi minimi altrimenti ci licenziano prima del tempo».
Insomma, i 352 ex Lsu, che dal primo gennaio rischiano di rimanere senza lavoro, hanno annunciato e promesso battaglia. Non si fermeranno a questa protesta. Hanno già fatto sapere che il 9 dicembre si organizzeranno e partiranno alla volta di Roma. Qui faranno, presente ancora una volta, al governo nazionale che non hanno nessuna voglia di rinunciare al loro posto di lavoro e chiederanno il rispetto degli accordi presi precendentemente.
Durante la mainifestazione una delegazione è stata ricevuta da un funzionario della Direzione regionale scolastica che ha potuto solo prendere atto delle ragioni della protesta e raccogliere le sollcitazioni da indirizzare al Ministro, Letizia Moratti.
Lo sciopero ha creato qualche disagio agli automobilisti perchè la strada è rimasta chiusa al traffico per alcune ore. La zona, inoltre, è stata presidiata da Polizia e Carabinieri.

Angela Di Maggio