La difficile quadratura del cerchio di Tremonti

24/06/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
148, pag. 3 del 24/6/2003
di Giampiero Di Santo

La difficile quadratura del cerchio di Tremonti

Sarà particolarmente difficile, quest’anno, l’elaborazione del Documento di programmazione economica e finanziaria. Stretto tra l’imminente verifica di governo, la necessità di accontentare gli alleati della Casa delle libertà e l’esigenza di trovare risorse per la competitività (come chiedono Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) senza squilibrare ulteriormente i conti pubblici, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, dovrà trovare quella che sembra davvero un’ardua quadratura del cerchio.

Non a caso, ieri, il titolare del dicastero di via XX Settembre ha osservato che perfino la cosiddetta Iron lady, Margareth Thatcher, nella prima parte del lungo periodo trascorso al numero 10 di Downing Street, ´non fece nulla, mentre successivamente attuò le riforme’. ´Se devi gestire un mondo complesso’, ha aggiunto Tremonti, ´i tempi necessari sono lunghi’.

In ogni caso, secondo quanto ha detto il numero uno del ministero dell’economia, la situazione dei conti pubblici è complessa, ma non drammatica. Al punto che, a differenza di quanto è avvenuto per Francia e Germania, soggette dall’Ue ad avvertimenti preliminari e poi a sanzioni per deficit eccessivo, ´l’Italia non ha preso early warning nel 2001, nel 2002 e non lo prenderà neanche nel 2003; le difficoltà non sono nei conti pubblici, ma nell’economia reale italiana, ma soprattutto europea’, ha sottolineato Tremonti. ´Alcuni paesi, nell’Unione hanno accettato i meccanismi sanzionatori con una certa nonchalance, ma l’Italia non può permetterselo, perché ha un peso politico minore e soprattutto un debito pubblico enormemente superiore’. Tutte spiegazioni che non hanno comunque convinto del tutto i principali colleghi di governo di Tremonti, come il ministro delle attività produttive, Antonio Marzano. Il titolare dei dicastero di via Veneto, ieri, ha chiesto di inserire la competitività del sistema produttivo italiano al primo posto della lista delle priorità da affrontare. Ha aggiunto che il governo non ha ancora deciso se nel Dpef saranno riviste al ribasso le stime sulla crescita dell’economia. ´Emergono altre priorità importanti, come quella della competitività, che vanno affrontate con una gestione collegiale dei provvedimenti’. E con una strategia di lungo periodo, come chiedono i sindacati e la Confindustria. Ieri, il presidente degli industriali, Antonio D’Amato, ha detto che è ora di finirla con i decreti per rilanciare i consumi e con le misure di finanza straordinaria.